La guerra di Putin

“Pace, non petrolio”, petroliera russa intercettata al largo di Siracusa da Green Peace

Protesta pacifica di Greenpeace ieri pomeriggio nelle acque di fronte a Siracusa per ostacolare l’arrivo in porto della nave ‘SCF Baltica’, proveniente dalla Russia e contenente un carico di petrolio greggio. Con il supporto della nave ‘Rainbow Warrior’, attivisti e attiviste dell’associazione ambientalista hanno scritto a lettere cubitali sulla fiancata della petroliera il messaggio ‘Peace not oil’ (‘Pace non petrolio’).

La manifestazione nonviolenta nel Mar Ionio si aggiunge alle molte altre condotte nelle ultime settimane da Greenpeace nei mari di tutta Europa, ricorda l’associaizone, per denunciare “il legame profondo tra il petrolio e il gas fossile che i Paesi europei importano dalla Russia e il conflitto in corso in Ucraina”. Greenpeace chiede una “immediata cessazione della guerra e una vera transizione ecologica che metta fine alla dipendenza dai combustibili fossili”. Durante la protesta alcuni attivisti hanno esposto i loro messaggi direttamente in acqua, mentre fra gli alberi della ‘Rainbow Warrior’ è comparso un grande simbolo della pace.
La petroliera ‘SCF Baltica’ è salpata il primo aprile da Primorsk, in Russia, trasportando circa 110 mila tonnellate di greggio fino alla Rada di Santa Panagia, vicino Siracusa. “Al momento altre cinque navi che trasportano petrolio o gas liquefatto dalla Russia sono in arrivo sulle coste italiane, e moltissime altre in tutta Europa- avverte Greenpeace-. Si stima che dall’inizio del conflitto in Ucraina i Paesi dell’Ue abbiano speso più di 33 miliardi di euro per importare gas fossile, petrolio e carbone dalla Russia“.

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