Una trentina di colpi di kalashnikov, che hanno distrutto le vetrate nell’ennesimo attentato intimidatorio. È quanto accaduto la scorsa al bar Cherì nel quartiere Zen di Palermo, già in passato oggetto di analoghi ‘avvertimenti’, probabilmente legati al mondo del racket e sui cui stanno indagando gli inquirenti. Bipartisan la solidarietà al locale da parte della politica. “Palermo è di nuovo fuori controllo. Dopo trenta colpi di kalashnikov contro il bar Cherì allo Zen, dopo il terzo attentato in due settimane, nel giorno in cui ricordiamo il sacrificio di Filippo Basile, non possiamo voltare lo sguardo. È il momento di ricostruire tutto da capo, come trent’anni fa”, dichiara Valentina Chinnici, deputata del Partito democratico all’Assemblea regionale siciliana e vice segretaria regionale del Pd Sicilia. “L’ennesimo attacco sfrontato – aggiunge – avvenuto proprio nell’anniversario dell’omicidio del funzionario regionale Filippo Basile, assassinato per aver scelto la schiena dritta e la difesa della legalità, rappresenta una sfida inaccettabile allo Stato e alle Istituzioni. Chi agisce così dimostra di sentirsi impunito, come se avesse il coltello dalla parte del manico. Ma non è così. Se c’è un insegnamento che ci viene da Basile è che il suo sacrificio deve fare da monito a chi guida le istituzioni affinché nessuno sia lasciato solo nella difesa della legalità”. “Sta saltando tutto – prosegue Chinnici -: il senso di comunità, la coesione, la sicurezza. E la repressione arranca, con forze dell’ordine in numero insufficiente e con telecamere e sale di controllo che non basteranno mai. Così come non bastano i tavoli emergenziali, i ministri che arrivano da Roma sporadicamente senza una visione precisa, la voce grossa e la minaccia di pene sempre più dure. Le carceri scoppiano e la paura, purtroppo, cresce. La tentazione di mollare e andarsene è immensa – continua la deputata – lo sguardo può farsi rassegnato, come quello di Caponnetto dopo il 19 luglio 1992. Ma abbiamo il dovere di riprovare a costruire speranza e futuro. Dobbiamo ritrovare lo spirito di quella primavera che, trent’anni fa, fu costruita dal basso, con l’aiuto di tutti i palermitani di buona volontà, dentro e fuori le istituzioni. Dobbiamo tornare a investire in politiche sociali, nel lavoro dignitoso, nella scuola e nella sanità pubblica, e nel sostegno incondizionato all’imprenditoria libera e sana, perché la rinascita può avvenire se tutto il sistema tiene. Palermo non può arrendersi – conclude Chinnici – ha il dovere di reagire, di rialzarsi e di non lasciare che il buio della violenza e della rassegnazione vinca sulla speranza”. “L’ennesima intimidazione di questa notte contro il bar Cherì di Palermo è la conferma che la città ha bisogno di un’attenzione specifica da parte delle istituzioni e delle forze dell’ordine. Solidarietà e vicinanza a chi sta subendo la pressione della criminalità: non abbandoneremo chi ogni giorno alza la saracinesca della propria attività per portare avanti il proprio lavoro. I responsabili di questo ennesimo gesto infame sappiano che Palermo non intende ritornare indietro di 40 anni”, dice anche il capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione parlamentare Antimafia, senatore Raoul Russo, in merito alla intimidazione subita nella notte dal bar che si trova allo Zen di Palermo. “Cosciente della specificità del caso Palermo – prosegue Russo – ho chiesto alla commissione Antimafia di dedicare un focus specifico alla nostra città e per questo il procuratore de Lucia a fine luglio sarà ascoltato dalla commissione. C’è la necessità di comprendere al meglio cosa sta accadendo in questi mesi a Palermo e per capire meglio questi fenomeni – continua Russo – confidiamo nelle forze dell’ordine e nella magistratura che da tempo hanno messo sott’occhio il problema”. Il capogruppo FdI in commissione Antimafia poi conclude: “Confidiamo che anche questa volta, come già accaduto recentemente, i responsabili vengano assicurati alla giustizia ma Palermo deve fare la sua parte: la repressione da sola, infatti, non basta. Serve un movimento di denuncia da parte dei cittadini nei confronti di questa recrudescenza. Dobbiamo reagire tutti insieme, istituzioni e società civile”.
