Il percorso di risanamento dei conti pubblici è solo all’inizio. Il debito resta elevato e, nei prossimi anni, la spesa sarà sottoposta a pressioni legate all’invecchiamento della popolazione, alle transizioni verde e digitale, al rafforzamento della capacità di difesa”. Così il governatore di Bankitalia Fabio Panetta nella sue seconde Considerazioni Finali. I progressi compiuti dall’Italia “si sono riflessi nei giudizi positivi espressi dalle agenzie di rating” ma “il percorso di risanamento dei conti pubblici è solo all’inizio”: occorre “mantenere una politica di bilancio prudente e intensificare” le riforme per la crescita. Il governatore in più punti parla di un miglioramento del Paese, dai “segni di una ritrovata vitalità economica” al segno positivo della produttività del lavoro e alla patrimonializzazione delle imprese. E nonostante le difficoltà, “l’industria italiana non è destinata al declino”. Poi Panetta ha affrontato anche il tema legato alla natalità del Paese, che tanto influisce sugli aspetti economici. L’invecchiamento della popolazione e la bassa natalità sono destinati a incidere profondamente sul potenziale di crescita dell’economia italiana”. Secondo Panetta per ampliare stabilmente la forza lavoro “è necessario creare opportunità di occupazione attrattive per i numerosi italiani che lasciano il paese alla ricerca di migliori prospettive”. “L’immigrazione regolare può fornire un apporto rilevante” soprattutto nelle costruzioni e nel turismo. E il suo contributo “può estendersi alle attività a maggior valore aggiunto, a condizione che riesca ad attrarre profili qualificati”. Panetta ha anche parlato del tema caldissimo dei Dazi imposti dall’Amministrazione Trump e che restano in bilico dopo le battaglie giudiziarie che si stanno consumando a Washington . La corsa ai dazi “potrebbe sottrarre quasi un punto percentuale alla crescita mondiale nell’arco di un biennio” e sta “spingendo l’economia globale su una traiettoria pericolosa” mettendo a rischio già oggi il 5% del commercio globale. “E’ diffuso un senso di incertezza”. “È sorprendente – aggiunge poi Panetta – che lo scambio di beni continui a rappresentare il principale terreno di confronto nelle attuali dispute commerciali” nonostante un “ampio surplus” degli Usa, anche nei confronti dell’Ue, nei servizi, specie digitali. “Rischi insidiosi derivano dalla concentrazione di potere in poche grandi imprese globali, che guidano l’innovazione tecnologica, controllano enormi volumi di dati e minacciano la concorrenza”. Poi sul risiko bancario, giudizionetto: Le operazioni di fusioni avviate negli ultimi mesi “devono servire a rafforzare” le banche “ed è necessario che siano ben concepite e volte unicamente alla creazione di valore. Creare valore significa innanzitutto offrire a imprese e famgilie finanziamenti adeguati per quantità e costi”, “strumenti di impiego del risparmio efficaci, trasparenti e a condizioni eque”, servizi “qualificati e innovativi”.
