“Assistiamo al paradosso per cui chi ha dimezzato i voti esulta, e un partito che ha quasi il 20 per cento discute se sciogliersi. Il Pd più che una sconfitta elettorale, ha subito una sconfitta politica, rischia molto se non coltiva la sua identità e se non cambia profondamente”. Lo dice Walter Veltroni, padre ‘nobile’ del Partito Democratico, in una intervista a La Stampa. “Il Pd ha avuto tanti torti, ma ha contribuito a evitare il peggio per il Paese, spesso svenandosi”, continua Veltroni: “Io penso che dopo la crisi del governo Conte-Salvini sarebbe stato giusto andare a votare e che sia stato un errore cambiare posizione rispetto alla riforma sul taglio del numero dei parlamentari: la Costituzione non si cambia a pezzetti con le urla, ma con una visione generale. In 14 anni il Pd ha perso circa sette milioni di voti: la prima cosa da fare non è allearsi con Conte o con Calenda, ma riallearsi con quei sette milioni di elettori”. Poi il passo indietro del vicesegretario del Pd, Provenzano: “Io non mi candido. E’ un nome in meno. Voglio confrontarmi sulla politica Provenzano esprime questi suoi concetti in una intervista a La Stampa. “Partiamo subito” con il percorso congressuale, aggiunge Provenzano, “chiamiamo a raccolta singoli, associazioni, sindacati, allarghiamo la nostra discussione e chiariamoci sulle scelte di fondo”. Sulle primarie, Provenzano spiega che “e’ un rito chiedere alle persone di venire, se non andiamo prima noi”. Infine, sulle alleanze, Provenzano ritiene che “c’è una tradizione, un’ispirazione, quella della sinistra italiana, da salvare. Anzi bisogna farla vivere anche in un tempo nuovo, penso al Brasile di Lula, alla rivolta degli studenti in Iran, alla minaccia nucleare di Putin. Non possiamo regalare questo patrimonio a Conte e alle sue ambiguità. Lui si dichiara progressista, ma mai di sinistra e infatti mostra indifferenza rispetto al fatto che abbiamo il governo più di destra di sempre”. Dall’altra parte, c’è Calenda e Renzi: “Bisogna dire chiaramente che non prendiamo ordini da Calenda e Renzi che gia’ offrono collaborazione a Meloni. Abbiamo perso le elezioni, non la dignità. Dobbiamo investire sulla costruzione di un nuovo Pd per una nuova sinistra”.
aggiornamento nuovo corso del Pd ore 14.40
