di Marzio Scipione
L’Ocse rivede al rialzo le stime di crescita per il Prodotto interno lordo dell’Italia che, con un aumento dello 0,4% rispetto alle previsioni di giugno, è atteso in crescita dello 0,9%. Invariata la previsione per il 2027 a +0,6%. I dati sono contenuti nell’Interim Economic Outlook. L’inflazione nel Paese aumenterà del 3% nel 2026 e del 2,6% nel 2027, con una previsione invariata per quest’anno e ritoccata al rialzo dello 0,4% per il prossimo anno.
Pil globale a +2,9% in 2026 e +3% in 2027, ancora forti rischi al ribasso
La crescita del Pil globale “dovrebbe attestarsi al 2,9% nel 2026 e al 3,0% nel 2027. Pressioni inflazionistiche più intense, una crescita più debole del reddito reale e tassi di interesse più elevati modereranno lo slancio di crescita a breve termine in molte economie, ma la robusta attività legata all’AI e un ipotetico allentamento dei prezzi dell’energia in linea con i mercati dei futures nel prossimo anno contribuiranno a rafforzare l’attività fino al 2027”.
Inflazione: Ocse, +4,1% in 2026 in Paesi G20 poi frena al 3,6% in 2027
“L’inflazione dovrebbe aumentare nel breve termine, riflettendo gli aumenti dei prezzi delle materie prime, per poi attenuarsi gradualmente nel 2027, quando la moderazione dei prezzi dell’energia e una politica monetaria più restrittiva contribuiranno a limitare le pressioni inflazionistiche più generali. Si prevede che l’inflazione complessiva del G20 scenda dal 4,1% nel 2026 al 3,6% nel 2027. L’inflazione di fondo nelle economie avanzate dovrebbe moderarsi dal 2,7% nel 2026 al 2,5% nel 2027”.
Necessari aggiustamenti tassi se inflazione aumenta o crescita si indebolisce
“Di fronte al rinnovato shock dei prezzi dell’energia e a un’inflazione superiore all’obiettivo, le banche centrali devono garantire che le aspettative di inflazione rimangano ben ancorate. Potrebbero essere necessari ulteriori aggiustamenti della politica monetaria se le pressioni sui prezzi mostrassero segni di estensione o se le prospettive di crescita si indebolissero in modo sostanziale. La salvaguardia della stabilità finanziaria richiede un’attenta vigilanza e il proseguimento di politiche normative solide per gli intermediari finanziari non bancari e le cripto-attività, compresa la colmata delle lacune nei dati”. Questa la raccomandazione che fa l’Ocse . Le misure governative volte ad attenuare l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia “dovrebbero essere ben mirate, preservare gli incentivi alla riduzione dei consumi energetici e alla diversificazione delle fonti energetiche, e prevedere chiari meccanismi di scadenza”. L’aumento dei rendimenti obbligazionari sottolinea più che mai la necessità di “intensificare gli sforzi per contenere e riassegnare la spesa pubblica, migliorare l’efficienza del settore pubblico e rafforzare le entrate, al fine di garantire la sostenibilità del debito a lungo termine e mantenere la capacità dei governi di reagire a shock significativi. Il ritmo e la composizione adeguati di tali adeguamenti dipenderanno dalle circostanze e dalle sfide specifiche di ciascun paese e dovrebbero essere definiti nell’ambito di strategie pluriennali credibili volte a conseguire un risanamento a lungo termine”. Sono inoltre necessarie “riforme delle politiche strutturali per aumentare la crescita del prodotto potenziale e rafforzare la resilienza delle economie a ulteriori perturbazioni dal lato dell’offerta. Tra queste figurano misure volte a diversificare ulteriormente l’approvvigionamento energetico e a migliorare l’efficienza energetica, insieme a quelle che potenziano la capacità dei mercati dei prodotti e del lavoro di adattarsi agli shock e garantiscono che i lavoratori dispongano delle competenze necessarie per adeguarsi ai cambiamenti strutturali”.
Guerra in Medioriente e shock energetico frenano economia globale
“La crescita globale ha subito un rallentamento nella prima metà del 2026, ma è rimasta resiliente in molti Paesi nonostante gli effetti negativi del conflitto in Medio Oriente. Le consistenti scorte di petrolio, l’offerta aggiuntiva proveniente da economie al di fuori del Golfo e le misure discrezionali di sostegno da parte dei governi hanno contribuito ad attenuare l’impatto sull’economia globale. Anche il perdurare di una forte attività nel settore dell’intelligenza artificiale ha sostenuto gli investimenti, la produzione e il commercio”. Le prospettive economiche globali “rimangono fortemente dipendenti dal raggiungimento di una soluzione duratura al conflitto in Medio Oriente. I prezzi dell’energia hanno recentemente registrato un nuovo aumento, in un contesto di intensificarsi delle interruzioni della produzione e delle esportazioni nelle economie del Golfo. Gli elevati margini di raffinazione, dovuti alle strozzature produttive, stanno esercitando un’ulteriore pressione al rialzo sui prezzi al consumo e sui costi delle imprese. Anche i prezzi di alcune materie prime agricole sono aumentati notevolmente negli ultimi mesi, in parte a causa dell’impatto delle condizioni meteorologiche estreme sull’offerta”.
Boom investimenti a breve termine ma colli bottiglia minacciano rally
“Il continuo sviluppo e l’adozione delle tecnologie di intelligenza artificiale comportano rischi sia al rialzo che al ribasso per l’economia globale. Un ulteriore ampliamento degli investimenti legati all’AI e della produzione tecnologica nei vari paesi potrebbe fornire un ulteriore impulso a breve termine alla crescita economica. Le tecnologie di AI potrebbero inoltre apportare notevoli aumenti di produttività alle economie una volta integrate efficacemente nei processi produttivi”. Ciononostante, avverte l’Ocse, “sussiste il rischio che i rendimenti degli investimenti nell’AI siano deludenti o che impieghino più tempo del previsto per concretizzarsi, soprattutto qualora dovessero emergere colli di bottiglia per fattori produttivi quali l’elettricità o i semiconduttori avanzati”. Inoltre, “anche le crescenti preoccupazioni in materia di sicurezza legate all’AI potrebbero rallentare lo sviluppo della tecnologia o la sua adozione da parte degli utenti. La crescente dipendenza delle imprese operanti nel settore dell’AI dalla leva finanziaria e da strutture di finanziamento sempre più complesse, unita ai segnali di un aumento del rischio di credito, potrebbe inoltre amplificare eventuali bruschi cambiamenti nel sentiment degli investitori”. “Le previsioni degli analisti sugli utili delle aziende legate all’AI suggeriscono che la crescita degli utili dovrà aumentare rapidamente nei prossimi anni affinché le aspettative degli investitori siano soddisfatte. Una crescita deludente degli utili potrebbe rallentare in modo significativo gli investimenti nel settore, con ripercussioni su altri settori correlati come l’ingegneria e l’edilizia, e comportare un deterioramento delle valutazioni nei mercati finanziari”, aggiunge l’organizzazione.
