di Giuseppe Onorati
Guardare il cielo è un’ attività che ha accompagnato l’uomo da sempre, un anelito ancestrale proteso alla ricerca dell’Infinito, inteso come incessante interrogarsi su chi siamo, da dove veniamo e dove andremo, considerando l’immensità che il Cosmo ci propina e che ci avvolge.
Dalla Preistoria, passando per tutte le fasi storiche, fino all’oggi, si è scrutata e si scruta la volta celeste per cercare di capirne i codici racchiusi nelle geometrie delle Galassie, in quelle delle Costellazioni e nelle fenomenologie che riguardano Stelle e Pianeti; tante le forme interpretative ed i significati attribuiti all’ordine celeste nel corso del tempo storico, da vari popoli e civiltà.
Attività costante in ogni era dell’umanità, il guardare il cielo per ottenere risposte sulla realtà, può essere accolta come contrassegnante svolte epocali. Da una visione teofanico-cosmogonica rappresentata in mitologie, ad interpretazioni astrologiche per comprendere ed anticipare gli eventi; da mappature celesti per orientarsi nella navigazione, ad elaborazioni di primi modelli cosmologici; dalla cosmologia aristotelico-tolemaica del Geocentrismo, alla rivoluzione copernicano-galileiana dell’ Eliocentrismo, fino alla cosmologia contemporanea ed all’osservazione di fenomeni relativistici, frutto della curvatura dello spazio-tempo.
Dunque un’attività costante che si può ben considerare connaturata all’uomo, quella di scrutare il cielo, che oggi, grazie anche all’ausilio di tecnologie ottiche altamente evolute, sempre più sta scoprendo quel senso ancestrale d’infinitudine intuito.
Una finestra sullo scenario cosmico è il Planetario Osservatorio Astronomico di Anzi, in provincia di Potenza, frutto dell’intraprendenza di ragazzi con la passione per l’astronomia che, nella sua efficacia complessiva, dimostra di essere un modello virtuoso non soltanto da un punto di vista scientifico-culturale.
Realizzato sulla vetta del Monte Siri, nel comune di Anzi, un paese in provincia di Potenza, a sud del capoluogo della Basilicata, nel 2008 grazie al finanziamento di fondi europei, è l’unica realtà di modello di osservatorio a scopo divulgativo presente nel meridione d’ Italia.
E’ una struttura gestita dall’associazione culturale Teerum Volgemon Aesai, mentre le attività e gli spettacoli offerti dal Planetario dal 2013, sono a cura della cooperativa Einca Service, che a sua volta è riferibile ai nomi di : Mariano Marcogiuseppe, antropologo culturale e ricercatore in ambito archeo-astronomico; Antonio Marino ed Antonio Cafarella, esperti di astronomia e divulgatori scientifici.
Collocato ad un’altezza di 1067 metri su livello del mare, l’osservatorio può vantaggiosamente sfruttare i pressoché nulli inquinamenti atmosferico e luminoso, per offrire dalla sua cupola di 12 metri di diametro, tramite un complesso gioco di luci, lo spettacolo di 5000 stelle del Cielo Boreale: dalla Costellazione di Cassiopea, fino alle geometrie fascinose delle costellazioni dello Zodiaco. Per di più, è offerta una riproduzione della Via Lattea e vengono mostrate l’esplosione di una Supernova, la formazione di una Nebulosa e la generazione delle Stelle. Da un punto di vista tecnico-strumentale, il Planetario ha in dote un potente esemplare di telescopio riflettore di 420 mm di diametro di specchio primario e focale F8, di 1,5 metri di montatura equatoriale a forcella, con configurazione Ritchey-Chrètien.
Quella del Planetario di Anzi è una realtà di riferimento per tutto il Mezzogiorno italiano, in quanto unico osservatorio ad alta competenza scientifico-tecnica, messo completamente a disposizione della divulgazione; oltre alla notevole competenza dei suoi appassionati gestori poi, lavora anche in interazione con istituzioni quali Università, NASA, ESA, ASI, e vanta collaborazioni con astronauti quali Paolo Nespoli, Umberto Guidoni e Luca Parmitano, per eventi di caratura nazionale ed internazionale.
L’offerta del Planetario Osservatorio Astronomico di Anzi è orientata ad un pubblico trasversale, pur esprimendo un notevole punto di forza nel lavoro con le scuole e nelle scuole (ormai di tutto il territorio nazionale), con divulgazione, laboratori e soprattutto presente in prima linea all’interno di progetti contro la povertà educativa e la dispersione scolastica; oltre a ciò riesce, tramite l’unità mobile astronomica, ad andare in trasferta per organizzare spettacoli ed eventi.
Quello del Planetario di Anzi è un ottimo esempio paradigmatico di come uno svantaggio morfo-territoriale (l’isolamento appenninico) sia stato il fattore propizio per far nascere e sviluppare un’attività di prestigio scientifico-culturale, che abbia innescato un indotto turistico, di un tipo di turismo peculiare. Andare al Planetario, significa anche ritrovarsi in luoghi fra l’asettico ed il naturalistico-spirituale, che assieme all’estetica della struttura dell’ osservatorio, rimandano ad ambienti suggestivi di letteratura e cinematografia del vasto ed accattivante filone fantastico-scientifico.
Alta competenza, alto valore socio-pedagogico, ambiente naturale intorno bello e suggestivo, questo è il Planetario Osservatorio Astronomico di Anzi : una finestra sul Cosmo.
www.planetarioanzi.it è l’indirizzo a cui accedere per la pagina ufficiale dell’osservatorio astronomico.
