Michele Mari con ‘I convitati di pietra’ (Einaudi) trionfa all’80esima edizione del Premio Strega nonostante le polemiche per le, presunte, affermazioni su Michela Murgia che per un momento gli erano quasi costate l’esclusione dalla sestina finale. Alla vigilia della serata di piazza del Campidoglio, Mari ha voluto chiudere ufficialmente il caso prima di centrare la doppietta dopo aver già vinto lo Strega Giovani. Alle sue spalle, nella classifica finale, ‘Platone, una storia d’amore’ di Matteo Nucci (Feltrinelli), ‘La sonnambula’ di Bianca Pitzorno, ‘Lo sbilico’ di Alcide Pierantozzi (Einaudi), ‘Donnaregina’ di Teresa Ciabatti (Mondadori) e ‘Vedove di Camus’ di Elena Rui (L’orma). “L’emozione è tanta – ha commentato a margine – non credevo di essere così sotto pressione. Mi sono reso conto del calibro, dell’intensità mediatica dello Strega. Sono onesto, non ero assolutamente sicuro di vincere”. La giuria lo ha, invece, premiato con decine di voti, al punto che già dai parziali, comunicati di volta in volta, emergeva quale sarebbe stato l’esito della serata. Il libro, ha raccontato Mari, “racconta di una classe di liceo che al superamento dell’esame di maturità decide di mettere in piedi una lotteria con un investimento in danaro che andrà ai superstiti dopo non si sa quanti anni. Quindi è un controverso, si aspetta solo che qualcuno muoia, esca dalla competizione”. Sotto al Marco Aurelio la serata è stata aperta dal vincitore dello Strega 2025 Andrea Bajani, che ha definito il premio “una luce pazzesca che si accende sui libri, ma anche sulle solitudini. Quando scriviamo siamo soli e il lettore è solo in una stanza. È come sei i libri accendessero una luce nel momento in cui si incontrano scrittore e lettore”. Padrone di casa il sindaco Roberto Gualtieri, presente in prima fila assieme al ministro della Cultura, Alessandro Giuli. “È un onore ospitare un’edizione così importante di un premio nazionale ma anche molto romano in una città che ha fame di letteratura e di libri – ha detto il primo cittadino – Pensavamo fosse doveroso. Far vivere questo premio dentro Roma è importante. Di questi tempi c’è bisogno di letteratura e cultura”.
Post precedente
