Primo piano

Questa volta per la Nato sono iniziati i veri guai

di Giuliano Longo

Dopo anni di falsi allarmi, l’alleanza militare occidentale si sta finalmente avvicinando al baratro (sottotitolo). Questo non è certo il titolo di ORE 12 né della Isvetzia, ma dalla prestigiosa rivista di politica internazionale americana  “International Policy “ (IP).  E sono proprio gli Stati uniti a preoccupare visto che  questo summit potrebbe essere il canto del cigno di Joe Biden,  in una settimana forse decisiva per il suo destino politico.

Chiuso nell’ostinazione (a quanto pare senile) che ha contrassegnato la sua carriera, il presidente continua a respingere i crescenti appelli, pubblici e privati, a ritirarsi dopo il disastroso dibattito tivù con Trump, che ha confermato dubbi e sospetti sul suo stato di salute. Un “limbo” o un “purgatorio”?  Qualcuno giudica  questo summit un vero e proprio tour de force per Joe,  tra cerimonie, una cena alla Casa Bianca, lavori istituzionali, bilaterali (anche con Zelensky) e – soprattutto – conferenza stampa finale, dove rischia il tiro al bersaglio. Tre giorni in cui tutti gli occhi e le telecamere saranno puntate su di lui,pronti a scrutare ogni gesto, il tono della voce, i suoi riflessi, col rischio di oscurare in parte quel vertice dove anche tra i suoi alleati serpeggiano timori sulla sua salute (mentale)  e sul futuro del sostegno a Kiev.

L’ombra di Trump è sempre lì minacciosa, ma più che una paura reale dei leader convenuti, appare una “ammuina” per favorire la campagna del vecchi Joe, perché The Donald insisterà sicuramente per far scucire più soldi agli altri membri della Alleanza, ma certamente  non  ha certo intenzione di uscirne per gli interessi geopolitici e strategici di “the America First”.

The Donald non è uomo di pace e nemmeno scemo, almeno tanto da  consentire l’ingresso dell’Ucraina nella NATO senza prima ver trovato un minimo di accordo con Putin.

Né è detto che Biden, qualora vincesse, soddisferà le ambizioni del disperato (militarmente) Zelensky con una adesione della Ucraina che inesorabilmente ci avvicinerebbe a una guerra mondiale, sul suolo d’Europa. 

Ma oggi la NATO è in grado militarmente di affrontare un confronto diretto con la Russia?Qui le opinioni divergono, C’è chi come i Baltici, in parte i polacchi e i tedeschi e qualche generale qua e là,  si augura che si possano aprire le ostilità con Putin per metterlo nell’angolo.

Le elezioni in Francia dovrebbero aver smorzato i furori di gloria bellica di Macron,   non solo con l’invio de la “legion” in Ucraina, ma con l’ambizione di pioltare futura difesa europea.

Dal Regno di Sua Maestà “non pervenuto”, ma ci risulta che sulla Ucraina la posizione dei Laburisti non si discosti nemmeno minimamente da quella dei Conservatori.

Chi invece fa davvero incazzare i fervidi atlantisti UE e i grandi giornali mainstrem delle lobbies  è l’ungherese Orban che prima va ad abbracciare Putin e oggi incontra Xi a Pechino. GORE 12aveva scritto  che lui, come presidente per 6 mesi della UE, si sarebbe dato da fare per quella che è la sua visione sulla necessità di trattare con la Russia.

Ha un bel titolare lo storico (?)  Mieli, sul Corriere della Sera “segnali bizzarri (e inutili)” riferendosi al leader ungherese,perché oltre a essere presidente temporaneo UE è anche membro Nato,e “allora che fai, mi cacci”?

C’è  invece chi auspica un confronto diretto con la Russia puntando  sulla copertura aereadi Stati Uniti , Gran Bretagna e Francia,tutt’e tre dotate di deterrenza atomica. Circola meno ottimismo sulla disponibilità degli eserciti di terra a meno che il futuro presidente USA decida di far calcare i confini est d’Europa  dagli stivali dei marines, scelta che riteniamo improbabile.

Semmai il problema è continuare a indebolire la Russia dissanguando l’Ucraina e investendo miliardi in nuovi ed efficaci armamenti come già sta avvenendo, con sommo godimento degli apparati industrial militari di tutte le parti in causa, almeno fino a quando i cittadini non si accorgeranno di quanto stanno sborsando di loro.

Torniamo alle notizie.

 Ormai ‘inclusione dell’Ucraina nell’Alleanza del Nord Atlantico è “irreversibile”.Questa disposizione è contenuta nel progetto di dichiarazione del vertice Nato di Washington, come riferisce lo riferisce con malcelata soddisfazione  il canale televisivo americano CNN,Secondo il quale la  parola “irreversibile” nel documento otterrebbe l’approvazione dell’amministrazione Biden se fossero soddisfatte determinate condizioni.

Ovvero“la Casa Bianca sostiene l’uso di questa parola nella dichiarazione finale se il documento conferma che il lavoro dell’Ucraina sulle riforme democratiche deve continuare”. Chi poi dovrà decidere il pedegree democratico di Kiev sarà Washington che ha distribuito nei decenni , patente di democrazia anche a discutibili dittatori fra i quali il cileno Pinochet.

Tuttavia, dicono le fonti, il testo della bozza potrebbe ancora cambiare prima della sua approvazione. Ma la presenza della dicitura “irreversibile”, notano i media statunitensi, sarebbe un segnale importante per Mosca e Kiev, poiché, non ci sono ancora i presupposti per una fine anticipata del conflitto ucraino.

Fumo, a quanto pare ancora molto fumo perché se anche l’adesione di Kiev è “irreversibile” resta da vedere  “quando”. Resta il fatto che anche  i russi sono scemi e in attesa delle decisioni NATO, quelle vere e condivise, continuano a bombardare ed ad avanzare.

 

Poi si vedrà.

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