di Gino Piacentini
Solo lo 0,7% finisce in discarica. Oltre 1,3 milioni di tonnellate arrivano dall’estero e vengono trasformate in energia
In Svezia i rifiuti non sono un problema, ma una risorsa economica ed energetica. Grazie a un sistema di gestione dei rifiuti tra i più efficienti al mondo, solo lo 0,7% degli scarti finisce in discarica. Il Paese ha talmente ottimizzato la raccolta differenziata e il riciclo che ha esaurito i rifiuti “bruciabili” interni e oggi ne importa oltre 1,3 milioni di tonnellate all’anno da altri Stati, tra cui Regno Unito, Norvegia e Italia.
Il paradosso? I Paesi esportatori pagano la Svezia per smaltire i propri rifiuti, generando per Stoccolma un introito stimato in oltre 100 milioni di dollari l’anno.
Dai rifiuti al riscaldamento di milioni di case
Con 34 impianti waste-to-energy attivi, la Svezia trasforma una parte consistente dei rifiuti in energia pulita, riscaldando più di 1,4 milioni di abitazioni e fornendo elettricità a circa 780.000 case. Un modello che unisce economia circolare e sostenibilità, riducendo la dipendenza dalle fonti fossili.
Un modello virtuoso ma non perfetto
Nonostante i risultati impressionanti — oltre il 99% dei rifiuti recuperato o riutilizzato —, il sistema svedese non è esente da critiche. Alcuni esperti segnalano il rischio di dipendenza dagli inceneritori, che potrebbero ostacolare ulteriori progressi verso il riciclo “puro” e aumentare le emissioni climalteranti.
Il governo, tuttavia, continua a investire in tecnologie di riciclo avanzato per ridurre progressivamente la quota di rifiuti destinata all’incenerimento.
In Svezia, anche i rifiuti raccontano una lezione di efficienza: trasformare uno scarto in valore, senza perdere di vista la sostenibilità.
