“La fiducia negli strumenti digitali è il vero spartiacque: circa un terzo degli intervistati non si fida affatto e uno solo dichiara di fidarsi “molto”. La preoccupazione dominante è la sicurezza: il rischio di truffe e la protezione dei dati sono citati dal 76,5 per cento”. E’ quanto emerso alla presentazione dell’ ‘Indagine sul Risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2026. Le tre dimensioni del risparmio: tecnologia, consapevolezza e disciplina’, organizzata da Intesa Sanpaolo, a Milano.
E proprio su questo tema dei rischi dal digitale Gian Maria Gros-Pietro, presidente Intesa Sanpaolo, interpellato a margine alla presentazione ha detto: “questa è una delle tante strade che può prendere l’intelligenza artificiale ed è bene, fa piacere che i nostri clienti apprezzino i consigli dei nostri esperti e non soltanto quelli dei computer”.
58,1% a sportello, solo 12,8% via app mobile, 26,5% misto
“Il 28,2 per cento del campione non utilizza internet, un altro 27,9 per cento l’impiega in modo pienamente integrato in tutte le attività”. E’ quanto emerso alla presentazione dell’ ‘Indagine sul Risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2026. “A separare gli utenti intensivi dai non utenti sono soprattutto età, istruzione e reddito: la quota di utilizzatori intensivi raggiunge il 38,8 per cento tra i 18-44enni e sale al 40,2 tra i laureati. Quando si passa tuttavia alla gestione concreta del denaro, la filiale conserva un netto primato: il 58,1 per cento del “campione opera prevalentemente allo sportello, il 26,5 in un modello misto e solo il 12,8 via app mobile”, prosegue l’indagine.Il focus che accompagna l’Indagine 2026 è quindi “centrato sulla relazione tra i risparmiatori e la tecnologia, restituisce innanzitutto un’immagine polarizzata”.
