Cultura, Arte e Libri

Roma e i segreti del passato, gli ultimi ritrovamenti archeologici nella città eterna

di Sara Valerio

 

Nell’ultimo anno a Roma sono stati aperti più 1500 cantieri pubblici, molti finanziati con fondi PNRR e molti avviati in previsione del Giubileo, che inizierà a dicembre del 2024. Un’occasione per la città per mostrare un volto nuovo, moderno ed efficiente ma anche per scoprire e approfondire il passato grazie alla possibilità di effettuare nuovi scavi archeologici.

Con un sottosuolo che conserva più di due mila anni di storia, Roma riserva ancora una volta, grandi sorprese.

L’ultimo sorprendente ritrovamento in ordine cronologico, è avvenuto a piazza San Giovanni in Laterano, dove è in corso il cantiere per la riqualificazione dell’area antistante la basilica. Dagli scavi sono emerse alcune strutture medievali, probabilmente riconducibili al Patriarchio, la basilica costruita dall’imperatore Costantino nel IV sec., che divenne la sede papale fino al trasferimento ad Avignone nel 1305. Costruito al posto della caserma degli Equites Singulares, la guardia a cavallo dell’imperatore che si era schierata con Massenzio, il Patriarchio consisteva inizialmente in una basilica monumentale, e durante il Medioevo venne più volte ingrandito e ristrutturato.

Le mura, rinvenute nella parte orientale dello scavo, per tutta la sua lunghezza, sono costituite da blocchi di tufo provenienti da strutture preesistenti e sono realizzate, nei diversi tratti, con tecniche edilizie differenti. Potrebbero essere state utilizzate come cinta muraria a difesa della residenza papale oppure come sostegno all’edificio sovrastante, reso necessario dal pendio che caratterizzava in passato l’area del Laterano. La costruzione risalirebbe al IX secolo, con interventi di restauro e di ricostruzione fino almeno al XIII secolo.

Le indagini archeologiche hanno permesso di scoprire anche i resti di altre strutture nell’area, risalenti a epoche precedenti. Al centro dello scavo, è stata identificata la porzione di un muro databile tra il I secolo avanti e il I secolo dopo Cristo, con funzione di terrazzamento. Sono emerse inoltre, delle fondazioni e due muri paralleli databili all’età Severiana (III secolo) e un tratto di struttura in opera listata – fasce di mattoni alternate a blocchi orizzontali di tufo – costruita tra il IV e il VII secolo. I monumenti rimarranno in loco e il progetto di cantiere sarà rimodulato per completare lo scavo e valorizzare le scoperte.

Altri importanti resti sono emersi nel cantiere aperto a piazza Pia, tra Castel Sant’Angelo e il Vaticano. Tra questi, è stata rinvenuta una grande lavanderia (fullonica), molto ben conservata, posizionata tra due antiche ville con giardino che costeggiavano il perimetro della città di Roma: quella della figlia di Agrippa, Agrippina maggiore, madre di Caligola e quella di Domizia, probabilmente la zia di Nerone.

Sotto la fullonica, smontata e catalogata, per essere esposta nei giardini di Castel Sant’Angelo, sono emerse altre importanti strutture più antiche, con fasi della prima metà del I sec. d.C.. Si tratta dei resti di un portico affacciato sul Tevere e grandi giardini appartenuti all’imperatore Caligola, come documenta il resto di una fistula aquaria in piombo (una conduttura idrica) sulla quale si legge l’iscrizione: C(ai) Caesaris Aug (usti) Germanici, Caio Cesare Augusto figlio di Germanico. Particolarmente raffinate, tra i ritrovamenti, anche alcune lastre Campana (dal nome del collezionista che ne raccolse gran parte nel XIX secolo) della prima metà del I secolo, riutilizzate per coprire fognature più tarde. Si tratta di rilievi in terracotta realizzati a matrice, figurati e dipinti con scene araldiche e mitologiche che in origine dovevano ornare un tetto.

Infine, a piazza Augusto Imperatore, nell’area del Mausoleo di Augusto, dove è in corso un grande progetto di restauro, riqualificazione e valorizzazione della zona, oltre ai rinvenimenti che hanno messo in luce pregiati pavimenti a mosaico, le fondazioni dei due obelischi ora a piazza dell’Esquilino e a piazza del Quirinale e un raro cippo pomeriale di travertino dell’epoca di Claudio, sono emersi, nel settore est, gli imponenti resti di un muro in blocchi di peperino, lungo più di 30 metri. La struttura è riconducibile a un recinto funerario monumentale, forse da destinare ai membri della famiglia imperiale che non trovarono posto nel Mausoleo, oppure interpretabile come recinto dell’ustrinum, cioè del luogo destinato alla cremazione. Nella stessa area è stata riportata alla luce una bellissima testa marmorea di divinità femminile.

 

Related posts

Premio Antonio Maglio, annunciati i vincitori dell’edizione 2025

Redazione Ore 12

Cinema: in autunno in sala ‘Ti presento i Fotter’, con Robert De Niro e Ben Stiller

Redazione Ore 12

Mostre e non solo per chi resta ed arriva nella Capitale ad agosto

Redazione Ore 12