Dai colpi d’accetta sferrati all’interno di una lavanderia alle minacce rivolte al fratello della vittima nei giorni successivi all’aggressione, fino all’arma del delitto rinvenuta nell’appartamento in cui l’indagato aveva trovato riparo. Questa la ricostruzione della Polizia di Stato dei fatti che hanno portato al fermo di un ventiduenne di origini bengalesi, gravemente indiziato dei reati di tentato omicidio e tentata estorsione. Il Giudice per le indagini preliminari, su richiesta della Procura della Repubblica, ha convalidato l’arresto dell’uomo disponendo nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere.
Tutto è iniziato quando la vittima, si sottolinea, a seguito della patita aggressione, è stata trasportata in codice rosso al Policlinico Gemelli, da cui è stata successivamente dimessa con una prognosi di 30 giorni. Dietro quella violenza, gli agenti delle Volanti, intervenuti sul posto, hanno sviscerato un copione costruito intorno a diversi capitoli, culminato nell’aggressione a colpi d’accetta, consumata in una lavanderia in Viale della Stazione Prenestina, ai danni di un giovane originario del Bangladesh.
Le informazioni acquisite attraverso l’analisi della rete relazionale della vittima hanno consentito agli agenti di ricostruire il contesto nel quale sarebbe maturata l’aggressione. L’episodio, infatti, sarebbe arrivato al culmine di ripetuti tentativi di estorsione, che l’odierno indagato avrebbe rivolto alla vittima nel mese precedente, poi sfociati in ulteriori minacce ai danni del fratello anche nei giorni successivi all’episodio. Le stesse informazioni hanno poi orientato le ricerche del ventiduenne verso uno stabile di via Tiburtina, dove quest’ultimo aveva trovato rifugio.
Il tassello che ha consentito di cristallizzare il quadro investigativo è emerso nel corso della perquisizione dell’abitazione.
In uno zaino riconducibile al giovane è stata, infatti, rinvenuta un’accetta recante presunte tracce di sostanza ematica, successivamente repertata dalla Polizia Scientifica per i necessari accertamenti. Gli elementi raccolti hanno così consentito di chiudere il cerchio intorno al ventiduenne, che è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto per i reati di tentato omicidio e tentata estorsione.
