Esteri

Russia: Cirielli incontra ambasciatore Paromonov. Il viceministro, Farnesina sapeva. Opposizioni attaccano

 

di Lorenza Ferraiuolo (*)

 

Un incontro diplomatico trasformato in un caso politico nel giro di poche ore. È quello che è accaduto attorno al faccia a faccia tra il viceministro degli Affari esteri, Edmondo Cirielli, e l’ambasciatore russo in Italia Aleksej Paramonov, dopo le indiscrezioni pubblicate dal Corriere della Sera. Secondo quanto riportato dal quotidiano, Cirielli avrebbe incontrato Paromonov, considerato uno dei principali emissari diplomatici del Cremlino, all’oscuro della Farnesina e della premier Giorgia Meloni. Un’iniziativa “non concordata”, dunque, che ha stizzito i piani alti di Palazzo Chigi ma che è tuttavia passata in sordina perché coperta ad arte in quanto ritenuta “imbarazzante”.

 

A respingere le accuse a LaPresse è lo stesso viceministro, che parla di un incontro “noto al ministero” e “avvenuto diversi mesi fa”, sottolineando come non si tratti di un’anomalia ma di una prassi diplomatica consolidata. “È normale – spiega – che siano i viceministri a incontrare ambasciatori di Paesi con cui i rapporti sono complessi, anche per non esporre direttamente il ministro”. Per Cirielli si tratta quindi di polemiche “destituite di ogni fondamento”. Anche perché non avrebbe agito da solo, conferma, ma a nome del governo. Una linea difensiva rafforzata anche dal vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che da Bruxelles parla di una discussione “inutile”, ricordando come l’incontro tra i due si sia svolto “alla luce del sole e alla presenza di funzionari della Farnesina”. “Non abbiamo interrotto le relazioni diplomatiche con la Federazione russa – ricalca il segretario nazionale di Forza Italia – e questi contatti servono anche a ribadire la posizione italiana di condanna all’invasione dell’Ucraina”.

 

Ma le spiegazioni del governo non bastano a spegnere lo scontro e dalle opposizioni arrivano richieste di chiarimento e attacchi diretti. Per la segretaria dem Elly Schlein non si tratta di una tempesta in un bicchier d’acqua, anche perché “altrimenti – argomenta – si sarebbe saputo già a febbraio di questo incontro, invece lo abbiamo scoperto soltanto oggi. Noi abbiamo già depositato un’interpellanza parlamentare per chiarire che cosa stia succedendo”, aggiunge. Perché se il governo sta tentando di riaprire le relazioni e reintensificare le relazioni diplomatiche con Mosca “si allontana dalla posizione unitaria europea”.

 

Il timore di una “diplomazia parallela” lo solleva anche da +Europa Riccardo Magi. Ma a rendere il clima ancora più acceso sono le parole del leader di Italia Viva, Matteo Renzi, che con toni ironici invita Tajani a ricordarsi di essere il ministro degli Esteri “Svegliate il soldato Tajani!”. E quelle della guida di Azione, Carlo Calenda, che è lapidario: “Cirielli si deve dimettere per il fatto in sé e perché inadatto a ricoprire il ruolo”.

 

Una domanda resta: di cosa hanno discusso Cirielli e Paromonov? È quello che si chiede il deputato renziano Enrico Borghi, che su Facebook scrive: “Cirielli è uno degli esponenti più rilevanti e influenti di FdI. Se è Salvini a voler mettere tra parentesi tutto quello che è accaduto dal 24 febbraio 2022, e che ancora sta accendendo, per tornare tra le braccia di Putin, è un conto. Se è il partito di Giorgia Meloni, è un altro. Serve un chiarimento politico e istituzionale nelle sedi pertinenti”, facendo riferimento alle ultime dichiarazioni del leader del Carroccio, che è tornato a schierarsi accanto al presidente della Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco, sulla decisione di aprire la mostra al padiglione russo. Al di là della nuova bagarre, però, dal governo il messaggio è netto: nessun cambio di linea nei confronti della Russia e nessuna iniziativa fuori dai canali istituzionali.

(*) La Presse

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