L’Unione Europea ha imposto “misure restrittive nei confronti di nove individui e quattro entità” che “includono ufficiali dell’intelligence del Gru, nonché criminali informatici, autoproclamati hacktivisti e aziende private che contribuiscono agli sforzi della Russia volti a destabilizzare l’Ue, i suoi Stati membri e i partner internazionali”. Lo dichiara in una nota l’Alto Rappresentante per la Politica Estera Kaja Kallas. “L’Ue e i suoi Stati membri denunciano le attività informatiche malevole della Russia e l’utilizzo di un ecosistema cibernetico che comprende attori statali e non statali, dai servizi di intelligence ai gruppi di criminalità informatica, dagli hacktivisti alle aziende private”, si legge. Nella dichiarazione viene reso noto che il 16º Centro del Servizio Federale di Sicurezza russo (Fsb) esercita il controllo su diversi gruppi di minacce informatiche, tra cui Turla. Da anni l’Fsb conduce un’ampia gamma di attività informatiche malevole, con una gravità crescente, che hanno colpito l’Ue, i suoi Stati membri e i partner internazionali, in particolare l’Ucraina”. “Tali attività”, evidenzia, “hanno incluso l’infiltrazione nelle reti governative e il sabotaggio di infrastrutture critiche. Tra gli altri Paesi presi di mira figurano Francia, Germania, Polonia, Cipro, Paesi Bassi, Austria, Slovacchia, Romania e Finlandia. In Francia, il 16º Centro ha condotto attività di cyberspionaggio contro entità governative strategiche dal 2010 e contro l’industria della difesa nel 2025. In Germania ha preso di mira strutture governative. Recentemente, in Polonia, il 16º Centro ha effettuato operazioni di sabotaggio destabilizzanti contro infrastrutture critiche, compresi impianti di teleriscaldamento e cogenerazione”. “Anche criminali informatici, autoproclamati hacktivisti e aziende private collegate alla Russia, compresi soggetti che operano su sue istruzioni, sotto la sua direzione o il suo controllo, hanno realizzato, consentito e agevolato un’ampia gamma di attività malevole”, sottolinea Kallas. “Condanniamo fermamente il comportamento della Russia e l’abuso di questo ecosistema cibernetico, che prende di mira servizi pubblici e infrastrutture critiche, causando interruzioni operative e perdite finanziarie”, si legge ancora. C’è poi l’accordo su un nuovo pacchetto di sanzioni.
Accordo sul 21° pacchetto di sanzioni entro la settimana
“Mi aspetto che questa settimana si raggiunga un’intesa sul 21° pacchetto di sanzioni. L’Europa deve dimostrare di essere capace di agire”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, al suo arrivo al Consiglio Affari Esteri dell’Ue a Bruxelles. Secondo Wadephul, il nuovo pacchetto dovrà rafforzare la pressione su Mosca, in particolare attraverso l’abbassamento del tetto al prezzo del petrolio russo. “Sono ottimista sul fatto che riusciremo a trovare un accordo almeno sul price cap del petrolio, anche se il pacchetto nel suo complesso potrebbe essere approvato non oggi, ma nei prossimi giorni”, ha spiegato. Il ministro ha ricordato che il G7 e la Nato hanno ribadito il loro sostegno all’Ucraina e ha invitato l’Unione europea a dare un segnale di unità prima della pausa estiva. “Dobbiamo continuare a sostenere Kiev e ad aumentare la pressione sulla Russia”, ha affermato, annunciando inoltre nuovi colloqui con il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha e il proseguimento dell’assistenza tedesca alle infrastrutture energetiche e civili dell’Ucraina in vista dell’inverno.
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