Medicina

Sanità: sudore eccessivo per i ragazzi, la chirurgia può risolvere il problema

di Lorenzo Sorrentino (*)

Per un adolescente può significare bagnare i quaderni mentre scrive, avere difficoltà a usare lo smartphone, praticare sport o suonare uno strumento musicale, fino a evitare di stringere la mano a un compagno per l’imbarazzo. L’iperidrosi, cioè l’eccessiva produzione di sudore, non è una malattia grave, ma può compromettere profondamente la qualità della vita. Colpisce tra l’1 e il 3% di bambini e adolescenti e interessa soprattutto mani, piedi e ascelle. Quando le terapie dermatologiche non sono sufficienti, all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù è possibile ricorrere a un trattamento chirurgico mini-invasivo. Con oltre 230 interventi all’attivo, dall’avvio del programma chirurgico nel 2017 a oggi, l’Ospedale ha sviluppato la più ampia casistica pediatrica nazionale per questa procedura risolutiva. L’iperidrosi è causata da un’iperattività del sistema nervoso simpatico,responsabile dell’attivazione delle ghiandole sudoripare.

I primi sintomi compaiono generalmente già in età prepuberale e tendono ad accentuarsi durante tutta l’adolescenza, quando ai cambiamenti ormonali si aggiunge una componente emotiva molto importante. “L’iperidrosi non è un semplice fastidio né un problema estetico”, spiega May El Hachem, responsabile di Dermatologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. “Per molti ragazzi diventa una limitazione concreta nella vita di tutti i giorni”. Il primo specialista di riferimento dopo il pediatra è il dermatologo, che valuta il quadro clinico ed esclude le forme secondarie, associate ad altre patologie o all’assunzione di farmaci. Il trattamento inizia sempre con le opzioni cosiddette conservative: norme comportamentali per favorire la traspirazione, in particolare dei piedi, evitando calzature e tessuti non traspiranti; prodotti topici a base di cloridrato di alluminio; ionoforesi (tecnica per somministrare farmaci attraverso la pelle con l’ausilio di una corrente continua a bassa intensità) e, quando necessario, terapia dell’eczema disidrosico.

Solo quando questi approcci non consentono un controllo soddisfacente dei sintomi e il disturbo compromette in modo significativo la qualità della vita, il paziente viene inviato alla valutazione chirurgica. “La chirurgia rappresenta sempre l’ultima tappa del percorso di cura”, sottolinea El Hachem. “È riservata ai ragazzi per i quali tutte le terapie conservative si sono dimostrate insufficienti e il peso della malattia sulla vita quotidiana è diventato importante”.L’intervento viene eseguito dall’équipe di Chirurgia pediatrica dell’Ospedale della sede di Palidoro attraverso una tecnica toracoscopica mini-invasiva altamente specialistica. Mediante due piccole incisioni, nascoste nel cavo ascellare, il chirurgo raggiunge la catena del sistema nervoso simpatico e interrompe selettivamente la trasmissione degli impulsi responsabili dell’eccessiva sudorazione applicando clip in titanio. La scelta del livello sul quale intervenire viene personalizzata in base alla sede prevalente dell’iperidrosi: mani o ascelle. L’intervento dura circa 40 minuti, richiede generalmente una sola notte di ricovero e consente una scomparsa immediata della sudorazione nell’area trattata.

“L’iperidrosi non è una malattia grave, ma molti ragazzi la vivono come tale perché limita profondamente la loro vita sociale”, spiega Francesco De Peppo, responsabile Chirurgia pediatrica di Palidoro. “Oggi gli adolescenti vivono il rapporto con gli altri in modo molto diverso rispetto al passato. Il solo pensiero di dover stringere una mano può aumentare ulteriormente la sudorazione e alimentare ansia e imbarazzo. Quando il problema delle mani si risolve – conclude – non cambia soltanto la sudorazione: cambia il modo di relazionarsi con gli altri. Molti ragazzi ci raccontano di sentirsi finalmente liberi di vivere la propria quotidianità senza il timore costante di essere giudicati”.

(*) La Presse

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