Roma Capitale

Santa Maria della Pietà, appello per l’uso pubblico dell’ex Lavanderia

Appello pubblico, anche come Petizione Online, da parte del Comitato Cittadino per l’uso Pubblico, Culturale e Legale del S. Maria della Pietà a Roma nato a seguito dello sgombero della Ex Lavanderia dello scorso 25 febbraio. Nell’appello si afferma che il S. Maria della Pietà, “per la sua storia, le energie che ha mobilitato, i simboli che contiene, per il suo essere il Bene Comune per antonomasia, un Patrimonio di tutta la città, non deve essere trattato come merce di scambio, da parte di chi non ha saputo tutelare e difendere le cose pubbliche, cioè le cose di tutti”.  “L’ampiezza e la varietà dei promotori, dimostrano – si legge in un comunicato diffuso oggi – come gran parte della città solidale e attiva non condivida la gestione istituzionale del S. Maria della Pietà, ne denunci la sostanziale illegittimità e rivendichi un destino diverso e migliore per uno dei luoghi pubblici più importanti della Capitale”.  Nell’appello viene chiesto alla Regione Lazio l’affidamento temporaneo del Padiglione 31 all’Associazione Ex Lavanderia per permettere alla Rete territoriale di sostegno alle famiglie in difficoltà per l’emergenza Covid di continuare le proprie attività e la salvaguardia dell’esperienza di Cooperazione Integrata al Padiglione 41; la sospensione di tutti gli atti di assegnazione e riconversione in corso fino all’approvazione del Piano Urbano previsto dal PRG; lo spostamento di un credibile progetto strategico di “città della salute e del benessere” al Forlanini come richiesto da anni dalla cittadinanza di quel quadrante; il ripristino della funzione “reddituale” e la Proprietà Regionale del Complesso come stabilito dalla L. 388/2000 e dalla LR 14/2008; l’apertura di una discussione pubblica e trasparente a partire dalla Proposta di Legge di Iniziativa Popolare presentata nel 2014 con 12mila firme e mai discussa in violazione dello Statuto Regionale. Al Comune di Roma viene chiesto dal Comitato, invece, “il ritiro del Protocollo di Intesa “per tornare al rispetto integrale della Delibera 40/2015, presentata con 7000 firme ed approvata dall’assemblea Capitolina; la realizzazione di un Piano Urbano in linea con le indicazioni del Piano Regolatore, con le Norme Nazionali e Regionali e con i Regolamenti Partecipativi. Viene chiesto anche “il Vincolo su qualsiasi progetto di riutilizzo agli indirizzi della Delibera 40/2015 ed in particolare il ripristino delle opere turistico-ricettive realizzate con il Giubileo 2000, il limite minimo di 11 edifici ad uso socio-culturale, il completamento della Sede Municipale (5 edifici), il limite massimo di 15 edifici ad utilizzo sanitario (non in proprietà). Infine, la gestione Comunale e Pedonalizzazione del Parco e l’attivazione degli strumenti Partecipativi nel rispetto dei regolamenti comunali”.

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