di Sara Panarelli (*)
Irregolarità “sostanziali e rilevanti” nella rendicontazione delle spese elettorali ma nessuna decadenza. La corte d’appello di Cagliari ha ridisegnato il caso della presidente della regione Sardegna, Alessandra Todde, escludendo la sanzione più grave e confermando invece una multa da 40mila euro per le criticità emerse nella gestione delle spese della campagna per le regionali 2024.
Al centro della decisione, la distinzione tra omissione e irregolarità: secondo i giudici, la governatrice ha comunque presentato documentazione, seppur non conforme e in un secondo momento, rendendo quindi non applicabile la decadenza prevista solo in caso di mancato deposito. Una lettura che ribalta quella del tribunale di primo grado, che aveva equiparato le anomalie a un’assenza totale di rendicontazione.
Restano però le responsabilità amministrative. La Corte evidenzia carenze nella tracciabilità dei fondi, l’assenza di un mandatario elettorale e il ricorso al comitato come intermediario nella gestione delle spese, elementi che hanno portato alla conferma della sanzione economica. Tutti elementi, scrivono i giudici nelle 91 pagine della sentenza, che hanno “interrotto la catena di tracciabilità, generando una lacuna informativa”. In merito ai finanziamenti ricevuti tramite piattaforme online, i giudici hanno rilevato che “non è stato possibile collegare in modo univoco le singole donazioni ricevute tramite PayPal con specifici accrediti sul conto corrente”, rendendo impossibile verificare come tali somme siano state impiegate. L’importo della multa, infine, secondo i giudici è “pienamente proporzionato e congruo”, poiché la condotta ha “minato alla base i principi di trasparenza e controllo delle spese elettorali”. La decisione odierna arriva nel solco già tracciato dalla Corte costituzionale, che aveva escluso la decadenza chiarendo come non fosse mai stata contestata un’omissione totale del rendiconto.
Dal fronte politico emergono reazioni contrapposte. Il presidente del consiglio regionale, Piero Comandini (Pd), parla di una decisione positiva per la stabilità dell’isola e di un riconoscimento della buona fede della presidente, sottolineando la necessità di proseguire il lavoro istituzionale. Sulla stessa linea il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, che invita a superare le polemiche e a concentrarsi sull’azione amministrativa, parlando di “tanto rumore per nulla” e ribadendo la volontà di continuare la collaborazione con la Regione.
Di segno opposto la posizione di Fratelli d’Italia. Il deputato Salvatore Deidda sottolinea come la sentenza, pur riconoscendo irregolarità rilevanti, non abbia portato alla decadenza, aprendo – a suo avviso – un precedente pericoloso sul piano della trasparenza elettorale, con il rischio di ridurre l’obbligo di rendicontazione a una mera sanzione economica. La sentenza chiude così uno dei passaggi più delicati della legislatura regionale, confermando Todde alla guida della Sardegna.
(*) La Presse
