Blitz antimafia dei carabinieri del comando provinciale di Siracusa con 12 arresti tra presunti organizzatori e affiliati al clan Nardo che domina nell’area nord della provincia aretusea. L’indagine, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catania, ha portato dieci indagati in carcere e due ai domiciliari. Il clan Nardo è considerato una costola della famiglia mafiosa catanese Santapaola-Ercolano.
Secondo la Dda, gli indagati avevano acquisito direttamente e indirettamente il controllo di numerose attività economiche e imprenditoriali nel settore agro-pastorale della provincia di Siracusa. Il clan, con minacce e intimidazioni, avrebbe costretto diversi imprenditori agricoli o esercenti a fornire denaro o generi alimentari per ‘pagare’ un servizio di guardiania per i propri terreni agricoli, sui quali sarebbero stati anche obbligati a tollerare il pascolo di capi di bestiame riconducibili agli associati alla famiglia mafiosa. Gli imprenditori erano costretti anche a subire il cosiddetto ‘cavallo di ritorno’ per la restituzione di escavatori e altri mezzi rubati. Tra le accuse contestate lo scambio elettorale politico-mafioso, le estorsioni e la detenzione di armi e droga. Capi e gregari del clan, colpiti dall’operazione ‘Agorà’ datata giugno 2022, si erano riorganizzati e dettavano legge anche dall’interno del carcere attraverso telefonini introdotti illecitamente: minacce che arrivavano a chiunque si fosse rivolto alle forze dell’ordine per denunciare un’estorsione. Il clan trafficava anche in armi e in droga e gestiva una piantagione di marijuana da 731 piante. Nel corso delle indagini, i carabinieri hanno sequestrato 11 chili di marijuana e cocaina, oltre a due fucili e una pistola. L’indagine coinvolge anche un candidato sindaco della provincia aretusea che era in campo alle Amministrative del 2022. Al politico viene contestato il reato di scambio elettorale politico-mafioso: avrebbe accettato la promessa di ottenere voti in cambio di denaro e dell’impegno ad operarsi per agevolare la scarcerazione del figlio di un affiliato al clan Nardo.
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