Secondo il Centro di Ricerca Sociologica spagnolo (Cis), se oggi si tenessero le elezioni politiche in Spagna, il Psoe del premier Pedro Sanchez sarebbe il partito più votato (31%), anche se in calo di due punti percentuali rispetto a luglio, mentre il Partito popolare si fermerebbe al secondo posto (25,5%), staccato di 5,5 punti e in crescita di appena quattro decimi di punto rispetto al mese precedente. Il partito a registrare la crescita maggiore sarebbe Vox, che incasserebbe il 16,6% ovvero 1,3 punti in più. Il barometro di settembre è il primo elaborato dal Cis dopo la crisi di Ceuta del 30 e 31 luglio. La rilevazione del centro, che è presieduto dal sociologo José Félix Tezanos, vicino al Psoe, è l’unica che prevede una vittoria di Sanchez. Secondo il Cis poi il partito di sinistra Podemos salirebbe dal 2,5% al 3,7% mentre la piattaforma progressista Sumar perderebbe quattro decimi di punto, attestandosi al 5,7%, il minimo storico già toccato a maggio.
Casa prima preoccupazione cittadini, migranti al terzo posto
Nonostante la crisi a Ceuta, tra la popolazione spagnola è scesa la preoccupazione per l’immigrazione mentre il primo problema è considerato l’accesso alla casa. E’ quanto emerge dal barometro di settembre elaborato dal Centro di Ricerca sociologica spagnolo (Cis). A luglio l’immigrazione si collocava al secondo posto tra le preoccupazioni degli spagnoli mentre ora è scesa al terzo. La preoccupazione per la casa rimane al primo posto seguita dai problemi economici. Il barometro ha rilevato poi che se si votasse oggi in Spagna il Psoe di Pedro Sanchez vincerebbe le elezioni, anche se perderebbe due punti percentuali rispetto alla precedente rilevazione per la gestione della crisi a Ceuta.
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