Nonostante il rallentamento estivo, Pil e occupazione confermano la tenuta del Paese per il 2026. Pesano le tensioni in Medio Oriente: l’inflazione sale al 3,6% a settembre, minacciando il potere d’acquisto e le scelte di spesa delle famiglie.
Secondo gli ultimi dati della Congiuntura Confcommercio, l’economia italiana si avvicina all’autunno mostrando ancora un buon dinamismo, nonostante la naturale frenata delle spese estive. Le famiglie e le imprese guardano al futuro con un po’ più di fiducia, mentre il lavoro continua a crescere raggiungendo nuovi record e le industrie recuperano terreno. A dare una grande mano all’economia c’è soprattutto il turismo, spinto dai tanti visitatori arrivati dall’estero. I crescenti conflitti in Medio Oriente però portano forte incertezza sui prossimi mesi, facendo risalire i costi dell’energia e la paura per i prezzi. Sul fronte del prodotto interno lordo, le stime dell’Ufficio Studi indicano per il mese di settembre una crescita dello 0,2% su base congiunturale e dello 0,9% nel confronto annuo. La variazione complessiva del terzo trimestre dovrebbe attestarsi allo 0,1% rispetto al secondo quarto del 2026 e allo 0,9% su base tendenziale. Secondo il direttore dell’Ufficio Studi, Mariano Bella, “queste dinamiche confermano la stima di una crescita del PIL dell’1% nel complesso dell’anno. L’obiettivo dell’1% appare consolidato, ma il contesto resta fragile e le eventuali flessioni sposteranno i loro effetti sul 2027“. Sul fronte interno, i segnali di maggiore attenzione arrivano dal comportamento di spesa delle famiglie. L’Indicatore Consumi Confcommercio (ICC) ha registrato ad agosto un progresso dello 0,9% su base annua. Pur confermando la tenuta complessiva della propensione agli acquisti, il dato evidenzia un fisiologico rallentamento rispetto ai mesi precedenti, condizionato anche da un parziale spostamento delle risorse verso l’energia domestica (+16,6%) a causa delle temperature estive. La componente più dinamica si conferma quella dei beni e servizi per la casa (+5,3%), trainata dalla fase di sostituzione di elettrodomestici e apparati TV (+10,4%). Ottima la risposta dei servizi ricreativi in senso stretto (+18,8%), spinti dall’uscita di importanti titoli cinematografici e dalla stagione dei grandi concerti, mentre mantengono il segno più le vendite di autovetture a privati (+2,7%), i trasporti aerei (+6,4%) e un modesto recupero di abbigliamento e calzature (+0,7%). Continuano invece a mostrare cedimenti l’alimentazione domestica (-0,4%) e i mobili (-0,9%). Le criticità maggiori si concentrano sulla dinamica dei prezzi. Per il mese di settembre si stima un incremento congiunturale dello 0,1% e un tasso tendenziale che sale al 3,6%. “A differenza del consueto andamento di settembre, che vedrebbe un calo stagionale dell’indice – ha osservato osserva Bella – l’inasprirsi delle tensioni internazionali sta spingendo al rialzo i prezzi di petrolio e gas, con impatti finora circoscritti a energia e trasporti ma pronti a trasmettersi ad altre filiere“. Le prospettive rimangono fortemente legate agli scenari energetici: “Se le quotazioni del greggio dovessero salire a 140 dollari al barile rispetto ai 100 indicati nello scenario base – avverte Bella – l’inflazione media del 2027 salirebbe al 3,7%, con punte vicino al 5% a inizio anno. Un rialzo di questa portata eroderebbe il potere d’acquisto, costringendo le famiglie a tagliare le spese per il tempo libero e a concentrare le risorse sui consumi obbligati“.
