Esteri

Stretto di Hormuz, Meloni si chiama fuori

“Quello che noi possiamo fare adesso è rafforzare la missione Aspides, quindi parliamo del Mar Rosso. Sullo Stretto di Hormuz, chiaramente è più impegnativo, perché vorrebbe dire fare un passo avanti verso il coinvolgimento. Da una parte per noi è fondamentale la libertà di navigazione, che è oggetto anche oggi di uno statement che è stato fatto con i nostri partner. Intervenire significa oggettivamente fare un passo in avanti nel coinvolgimento”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ospite della trasmissione ‘Quarta Repubblica’ in onda su Rete4. Le basi militari italiane nell’area del Golfo “sono oggi ovviamente il primo problema, quello principale del quale mi occupo, anche perché la riforma della giustizia l’ho già fatta, insomma più di parlarne non posso fare. Sono il mio principale problema, chiaramente”, ha aggiunto Meloni. “Chiaramente c’è un tema di monitoraggio, di attenzione verso i nostri militari che sono molti nell’area, particolarmente per quello che riguarda Erbil e il Kuwait, anche se – spiega la premier – i militari sono stati ridotti e sono rimasti quelli strettamente necessari a far camminare missioni che, dobbiamo ricordare, sono importanti, sono missioni contro il terrorismo, internazionali. Perché è molto importante secondo me la nostra solidarietà in questo momento e la nostra presenza per i Paesi del Golfo che sono nostri partner strategici e perché noi in quella zona, in quell’area abbiamo decine di migliaia di italiani”. Poi la Premier parla anche dei militari impegnati nell’area di crisi: Le basi militari italiane nell’area del Golfo “sono oggi ovviamente il primo problema, quello principale del quale mi occupo, anche perché la riforma della giustizia l’ho già fatta, insomma più di parlarne non posso fare. Sono il mio principale problema, chiaramente. Chiaramente c’è un tema di monitoraggio, di attenzione verso i nostri militari che sono molti nell’area, particolarmente per quello che riguarda Erbil e il Kuwait, anche se – spiega la premier – i militari sono stati ridotti e sono rimasti quelli strettamente necessari a far camminare missioni che, dobbiamo ricordare, sono importanti, sono missioni contro il terrorismo, internazionali. Perché è molto importante secondo me la nostra solidarietà in questo momento e la nostra presenza per i Paesi del Golfo che sono nostri partner strategici e perché noi in quella zona, in quell’area abbiamo decine di migliaia di italiani”.

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