Teheran chiede un risarcimento per la fuoriuscita di petrolio che ha danneggiato le acque del Golfo Persico e delle aree circostanti. Lo dichiara Esmaeil Baqaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano.
“Ogni soggetto che trae beneficio dal traffico commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz – scrive su X – ha l’obbligo, sia legale che morale, di porre rimedio al danno ambientale arrecato al Golfo Persico e al Mar d’Oman”. In base a un video della Cnn ieri una spessa chiazza di petrolio si è riversata su una spiaggia nei pressi dell’isola iraniana di Qeshm, vicino allo Stretto di Hormuz.
“Questo incidente è solo un esempio visibile dell’esteso inquinamento, sia palese che occulto, che ha degradato le acque del Golfo Persico e del Mar d’Oman, nonché l’ecosistema marino della regione, negli ultimi decenni, causando danni per migliaia di miliardi di dollari alle zone costiere dell’Iran – osserva Baqaei – chi si assume la responsabilità di risarcire questi danni? Sono le nazioni che consumano l’energia a basso costo esportata dalla nostra regione, le compagnie di assicurazione marittima, oppure gli aggressori e i loro alleati che hanno trasformato il Golfo Persico e il Mar d’Oman in un teatro di operazioni militari e di test di armamenti altamente distruttivi?”.
Inoltre l’Autorità per l’ambiente dell’Oman avverte che una fuoriuscita da una petroliera soggetta a sanzioni, che trasportava greggio russo, ha raggiunto alcune spiagge di Ras Madrakah, nel sud-est del Paese.
