Cronaca

Terremoto, ci sono le prime famiglie costrette a Pozzuoli a lasciare le case. Scuole chiuse

A seguito delle verifiche dei Vigili del fuoco dopo le scosse di ieri sera sono stati sgomberati in via precauzionale tre edifici nel comune di Pozzuoli. Evacuati 35 nuclei familiari. Sono in corso le verifiche. Molte le persone che questa notte hanno preferito dormire nelle tendopoli allestite dalla Protezione civile o in macchina. A Napoli lunedì sera la terra è tornata a tremare. Alle 20.10 una scossa di magnitudo 4.4: la più forte degli ultimi 40 anni. Attimi di tensione iniziati alle 19.51 con la prima scossa di magnitudo 3.5 con epicentro nella zona Campi Flegrei. L’ultima scossa alle ore 21.46 di magnitudo 3.9 e l’altra poco dopo, alle 21.55, di 3.1. Intanto per questo martedì nei Comuni di Pozzuoli e Bacoli, e nei Munipi di Napoli IX e X le scuole di ogni ordine grado resteranno chiuse. L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) intanto fa sapere che non si registrano allo stato attuale un aumento della velocità di sollevamento, che attualmente è di 2 cm/mese, né variazioni di andamento nelle deformazioni orizzontali o deformazioni locali del suolo diverse rispetto all’andamento precedente. L’Ingv quindi ricorda che durante la crisi bradisismica del 1982-84 il sollevamento del suolo raggiunse i 9 cm al mese, e si superarono anche 1300 eventi sismici al mese. Attualmente, invece, nell’ultimo mese sono stati registrati circa 450 eventi. Inoltre, i parametri geochimici “non mostrano variazioni significative rispetto agli andamenti degli ultimi mesi, se non il ben noto incremento di temperatura e pressione che caratterizza il sistema idrotermale”. “La sismicità – aggiunge l’Ingv – non è un fenomeno prevedibile, pertanto non può essere escluso che si possano verificare altri eventi sismici, anche di energia analoga con quanto già registrato durante lo sciame in corso”. Anche l’Osservatorio Vesuviano dell’Ingv continua le attività di monitoraggio ordinarie e straordinarie al fine di “individuare anche le più piccole variazioni nei parametri di monitoraggio utili per definire al meglio l’attuale fenomeno in corso”. Inoltre, le strutture dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia dedicate al monitoraggio dell’area della caldera dei Campi Flegrei “sono sempre operative h24 e oggi saranno effettuate misure e campionamenti in alcuni siti della caldera”. L’Ingv, con la sua sezione di Napoli Osservatorio Vesuviano, “è costantemente in collegamento con la Protezione Civile nazionale, regionale e con i Comuni interessati, oltre che con tutte le Autorità competenti alla tutela del territorio”.

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