di Giusi Brega
(LaPresse) – La scarcerazione del 42enne arrestato a Torino per aver molestato una 13enne in un minimarket crea forti polemiche e finisce sul tavolo del ministero della Giustizia: Carlo Nordio ha infatti disposto l’invio di ispettori dopo la decisione del gip di rimettere in libertà l’uomo. La Procura, rappresentata dal pm Paolo Cappelli, aveva chiesto per lui la custodia cautelare in carcere. Il gip invece ne ha disposto la scarcerazione, stabilendo l’obbligo di firma in attesa del processo, alla luce dell’atteggiamento collaborativo dell’indagato e del fatto che fosse incensurato. Durante l’udienza di convalida, il 42enne ha ammesso le proprie responsabilità e si è detto pentito. Così ha potuto lasciare il penitenziario torinese Lorusso e Cutugno dopo due notti di fermo. A ricostruire la vicenda, anticipata da La Stampa, sono state – oltre le dichiarazioni della 13enne – le immagini delle telecamere del minimarket dove l’uomo lavorava. Le registrazioni avrebbero documentato l’episodio contestato al 42enne e mostrato, pochi minuti prima, un comportamento analogo nei confronti di una cliente, una donna sulla quarantina, non ancora identificata. I due episodi si sarebbero verificati nell’arco di meno di 40 minuti. Sulla decisione del gip è intervenuto Nordio che ha sottolineato che, sebbene “la decisione del Gip rientra nell’ambito dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura, su cui non posso e non devo interferire” data la “eccezionalità del caso e dell’allarme sociale cagionato, ho disposto l’invio di Ispettori per acquisire ogni valutazione”. L’ispezione dovrà ora consentire al ministero di acquisire gli elementi utili per le valutazioni di propria competenza. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, non risparmia critiche, biasimando il provvedimento che dopo poche ore “spezza” la “catena” dell’operato delle forze dell’ordine che fino a quel momento “ha funzionato”. Meloni insiste: “Chi lo spiega a quella famiglia? Chi lo spiega a quel quartiere, che stanotte sa che quell’uomo è di nuovo lì? Noi andiamo avanti. Norme, uomini, mezzi, risorse. Fino in fondo. Ma così è davvero difficile. La mia totale solidarietà alla ragazza e alla sua famiglia”, conclude. Categorica Giulia Bongiorno, – presidente della commissione Giustizia del Senato e avvocato che ha ideato e firmato la legge ‘Codice Rosso’ – che a LaPresse ribadisce che “serve il carcere”, perché “i divieti di avvicinamento e gli obblighi di firma sistematicamente si rivelano inadeguati”, mentre “l’esperienza insegna che senza il carcere c’è la reiterazione”. Sulla vicenda è intervenuto anche il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini che ha salutato con favore la decisione di Nordio di inviare gli ispettori a Torino. “Bene così! E ora, avanti con la proposta della Lega sulla castrazione chimica”. Quanto al gip “mi piacerebbe conoscerlo e stringergli la mano”, ironizza Salvini biasimando la decisione di “scarcerarlo in attesa del processo, perché si è pentito, poverino, il maiale”. E rilancia: “La proposta della Lega sulla castrazione chimica non può più aspettare. Perché la politica dice di no?”.
