I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Torino, sotto il coordinamento della locale Procura della Repubblica, hanno concluso un’attività investigativa che ha consentito di appurare un illecito ricorso all’agevolazione fiscale del cosiddetto ‘bonus facciate’.
L’indagine, condotta dal 2° Nucleo Operativo Metropolitano della Guardia di finanza di Torino, è il frutto di approfondimenti condotti su agevolazioni – di origine nazionale – per ristrutturazioni immobiliari conseguite mediante ‘sconto in fattura’, da parte di due coniugi titolari di una società dedita all’amministrazione di condomìni. I presunti autori sono stati segnalati alla locale Procura della Repubblica e dovranno rispondere, a vario titolo, delle ipotesi di reato di emissione di fatture per operazioni inesistenti, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, autoriciclaggio, riciclaggio e favoreggiamento personale.
Inoltre, su richiesta della Procura della Repubblica, il Gip del Tribunale di Torino ha disposto la custodia cautelare in carcere dei due coniugi (un 50enne e una 60enne, originari di Torino e residenti nell’hinterland del capoluogo) ed emesso un decreto di sequestro preventivo sino a concorrenza dei crediti fiscali indebitamente originati, ad esito del quale sono stati sottoposti a vincolo reale crediti d’imposta, disponibilità finanziarie, beni immobili e beni mobili registrati (risultati, in taluni casi, fittiziamente intestati a parenti, ma nella piena disponibilità degli ideatori della frode), per un valore complessivo di oltre un milione e mezzo di euro. Grazie all’analisi della copiosa documentazione fiscale acquisita, ai riscontri sulle movimentazioni dei rapporti finanziari ispezionati, nonché alle perquisizioni domiciliari ed informatiche eseguite, sono state altresì individuate – fa sapere la Gdf di Torino – quattro imprese, tutte riconducibili agli stessi coniugi, che avevano emesso fatture per lavori edilizi mai effettuati, finalizzate esclusivamente al conseguimento dei crediti d’imposta.
In particolare, le Fiamme Gialle hanno individuato circa 2 milioni di euro di crediti fiscali fittizi, relativi all’esecuzione di lavori di rifacimento facciate asseverati da un compiacente tecnico abilitato e autorizzati, in taluni casi, da delibere condominiali risultate false o inesistenti e, in un caso, concordate con un condomino.
Tali crediti sono stati successivamente utilizzati, in parte per compensare debiti tributari di persone fisiche e giuridiche contigue ai due coniugi e, per la restante parte, monetizzati mediante cessione a terzi per l’acquisto, da parte degli stessi, di alcuni immobili in Piemonte e Liguria, formalmente intestati a un proprio familiare.
