Cronaca

Tragedia di Udine, la mamma di Patrizia: “Tutti hanno fatto le foto e nessuno li ha salvati”

Tutti hanno fatto i video e nessuno li ha salvati“. È lo sfogo della mamma di Patrizia Cormos, una delle ragazze che ha perso la vita, venerdì, inghiottita dalla piena del fiume Natisone, visino a Udine. I corpi di Patrizia e della sua amica Bianca Dorgos sono stati recuperati nella mattinata di domenica, mentre è ancora disperso Cristian, il 25enne romeno fidanzato di Bianca. Dopo lo choc della tragedia, nella giornata di ieri si sono fatti strada interrogativi legati alla gestione dei soccorsi dei tre ragazzi, che erano andati nella spiaggetta di ghiaia sul fiume e si sono ritrovati, nel giro di pochi secondi, circondati e bloccati dall’acqua che ha trasformato la spiaggia in un lago di fango a causa della piena improvvisa del fiume Natisone. Si indaga non solo sulla ricostruzione delle telefonate di richiesta di aiuto (la prima partita dal cellulare di Patrizia) e sulla scelta di attivare l’elicottero più lontano (e non quello vicinissimo al luogo della tragedia), ma anche sulla circostanza che mancassero lungo il fiume i cartelli di avvertimento sulla possibilità di “piene improvvise”. Dal momento che il Natisone è spesso soggetto a questo fenomeno di piena improvvisa, all’indomani della tragedia ci si sta interrogando sul perchè questa evenienza non fosse segnalata tramite cartelli come avviene per altri torrenti e fiumi d’Italia che presentano questo rischio. C’è spazio, poi, anche per lo sfogo della mamma di Patrizia Cormos, Mihaela, che ieri mentre andava a riprendere gli oggetti della figlia è stata intervistata dai cronisti del Messaggero veneto: “Tutti hanno fatto video e nessuno li ha salvati”, è l’amara frase sfuggita a questa donna nei giorni del dolore, mentre usciva dalla casa di Basaldella di Campoformido dove abitava anche Patrizia. In realtà, purtroppo, nessuna delle persone che a distanza ha assistito alla scena (facendo in alcuni casi il video) avrebbe potuto fare nulla per salvare i tre ragazzi, rimasti intrappolati su uno scoglio stretti tra loro nel tentativo di resistere alla forza dell’acqua del fiume in piena. A un certo punto non ce l’hanno fatta più e sono caduti in acqua, come purtroppo tutta Italia ha visto.

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