Cronaca

Tre Carabinieri morti mentre sgomberavano una abitazione. Arrestati tre fratelli

Tre carabinieri sono morti a causa di un’esplosione di una bombola di gas avvenuta in un casolare a Castel d’Azzano in provincia di Verona. I militari si trovavano sul posto per effettuare lo sgombero dell’abitazione. Dalle prime ricostruzioni, a causare lo scoppio, avrebbero stati gli stessi inquilini dell’immobile, tre fratelli di circa sessant’anni, che non volevano abbandonare la casa nonostante lo sfratto esecutivo. Due di loro, fratello e sorella, rimasti feriti, sono stati fermati, il terzo è riuscito a fuggire. Nell’esplosione sono rimasti ferite anche altre 15 persone tra carabinieri, vigili del fuoco e agenti di polizia. Dalle prime ricostruzioni, pare che una volta giunti sul posto i carabinieri, i tre fratelli si siano barricati in casa e dopo vani tentativi di farli uscire, gli agenti avrebbero deciso di intervenire. Alcuni di loro si sarebbero posizionati sul tetto del casolare mentre altri si sarebbero posizionati all’ingresso. Secondo quanto riporta Rainews “giunti sull’uscio è stato sentito un forte odore di gas provenire dall’interno, quasi sicuramente fatto uscire da una o più bombole, e quando è stata aperta la porta d’ingresso si è sentita una forte esplosione che ha investito carabinieri, poliziotti e vigili del fuoco”.

Le indagini hanno portato al fermo di un uomo e una donna, fratello e sorella, che occupavano il casolare. Nella casa con loro abitava anche un terzo fratello che ha tentato la fuga, ma è stato successivamente fermato ed arrestato. I tre fratelli sono tutti italiani.

“Erano diversi i provvedimenti giudiziari che stavamo eseguendo: nell’accedere all’abitazione ci siamo trovati di fronte a un gesto di assoluta follia. È stata accesa una bombola del gas. La deflagrazione ha colpito in pieno i nostri militari”, ha detto il comandante provinciale dei carabinieri di Verona, Claudio Papagno, alla trasmissione ‘Uno mattina news’, dove sono state trasmesse immagini esclusive del Tg1 sull’esplosione avvenuta a Castel d’Azzano. “Stiamo cercando di recuperare gli elementi a disposizione – ha aggiunto – ma questa è la ricostruzione: un gesto intenzionale fatto durante l’accesso dei militari in una palazzina in stato di abbandono in cui da diversi mesi gli occupanti si erano asserragliati al suo interno”. Al momento “due persone sono state fermate e la loro posizione è al vaglio dell’autorità giudiziaria, mentre continuano le ricerche di una terza persona”, un terzo fratello. Dei tre carabinieri rimasti uccisi, Marco Piffari, Valerio Daprà e Davide Bernardello, due erano in servizio a Padova e uno a Mestre. A farlo sapere è il Sim, che attraverso una nota ha espresso “il più profondo cordoglio per la tragica scomparsa dei tre colleghi dell’Arma dei Carabinieri Marco, Valerio e Davide (…)Siamo vicini, con commozione e rispetto, alle famiglie dei militari deceduti, ai colleghi feriti – ai quali auguriamo una pronta e completa guarigione – e a tutti coloro che in queste ore stanno operando tra le macerie con il consueto coraggio e spirito di servizio. È un giorno di lutto e dolore profondo per tutta l’Arma e per chi, come noi, ne rappresenta ogni singolo appartenente. Di fronte a una simile tragedia, non è il momento delle polemiche né delle strumentalizzazioni, ma del silenzio, del rispetto e della vicinanza concreta. Nel ricordo rimangono tre Carabinieri valorosi, solari e sempre disponibili: due in servizio a Padova e uno a Mestre. Colleghi stimati e amati dai colleghi dove prestavano servizio e dalle comunità, hanno onorato l’uniforme con umiltà, dedizione e altruismo, fino all’estremo sacrificio”, riporta la nota.

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