Il 2025 rimarrà negli annali come l’anno della ‘consapevolezza patrimoniale’. Per la prima volta, il Mitag, il Museo storico italiano della guerra di Rovereto, ha affrontato una sfida tecnica e culturale di grande portata: la valutazione economica del proprio patrimonio collezionistico. Grazie a una perizia tecnica giurata, è stato attribuito, pur adottando criteri cautelativi e prudenziali, un valore ufficiale a decine di migliaia di reperti, archivi e fondi fotografici. Il risultato: oltre 31,6 milioni di euro che ora figurano nello stato patrimoniale dell’ente. E’ quanto emerso dall’assemblea dei soci del Museo dove è stato presentato il bilancio 2025. Come sottolineato dal presidente Oswald Mederle “l’operazione non mira a una mercificazione della memoria, ma risponde al dovere etico di dare consistenza reale a un tesoro collettivo che, fino a oggi, era rimasto invisibile nelle scritture contabili. Il corollario di tale operazione risiede nella responsabilità del Museo di preservare e valorizzare questo patrimonio di memorie private per le future generazioni”. Nonostante un disavanzo di esercizio di circa 20mila, il bilancio ha evidenziato segnali di crescita: 49.716 visitatori con +3,5 per cento di pubblico non scolastico e +18,3 per cento ingressi internazionali. Sul fronte dell’impatto sociale, il vice presidente Silvio Rosina ha sottolineato che “il Mitag si conferma un presidio di democrazia culturale: oltre il 58 per cento degli ingressi è avvenuto a tariffe ridotte o gratuite, garantendo il diritto alla memoria a fasce sempre più ampie della popolazione. L’investimento nell’accessibilità è stato costante e capillare e ha visto un processo trasversale di abbattimento delle barriere. Il Museo non si limita a esporre oggetti, ma si impegna a renderli leggibili a tutti, interpretando il concetto di ‘storia’ come un bene comune accessibile e inclusivo”. Il Museo inoltre ha generato un indotto turistico e culturale di 7,5 milioni.
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