Gli europei condividono l’opinione di Trump secondo cui i loro leader sono deboli, almeno rispetto al presidente degli Stati Uniti, e lo considerano più risoluto.
Secondo il primo sondaggio internazionale promosso dalla pubblicazione euro-statunitense POLITICO, il ritorno di Trump alla presidenza degli Stati Uniti è molto più significativo per gli elettori di Germania, Francia e Regno Unito rispetto all’elezione dei loro leader nazionali.
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Il sondaggio online, condotto dall’istituto di sondaggi indipendente Public First con sede a Londra, mostra che inoltre che molti europei condividono la valutazione critica di Trump – emersa dall’intervista che il presidente americano ha rilasciato aPOLITICO – sulla relativa debolezza dei propri leader nazionali.
Il sondaggio ha coinvolto 10.510 adulti di età pari o superiore a 18 anni, tra il 5 e il 9 dicembre, di Stati Uniti, Canada, Germania, Francia e Regno Unito.
Il risultato peggiore riguarda i leader dell’Ue. In Francia, solo l’11% ha ritenuto che Bruxelles avesse gestito bene Trump, mentre il 47% ha affermato che la leadership dell’UE aveva gestito male le relazioni.
Il primo ministro britannico Keir Starmer ottiene una valutazione leggermente migliore e suo comportamento nella gestione di Trump non è considerato né buono né cattivo.
“Questi risultati dimostrano quanto Trump abbia influenzato l’ultimo anno di dibattito politico, non solo negli Stati Uniti, ma a livello globale”, ha affermato Seb Wride, responsabile dei sondaggi di Public First. “Questo vale tanto per l’opinione pubblica quanto per i politici: il fatto che così tanti credano che l’elezione di Trump, dall’altra parte del mondo, sia stata più significativa per il proprio Paese rispetto all’elezione dei propri leader lo dimostra chiaramente”.
Le elezioni più importanti sono quelle USA
La ricerca ha rilevato che in Germania e nel Regno Unito oltre la metà degli intervistati ritiene che l’elezione di Trump sia addirittura più importante delle elezioni dei propri leader, nonostante sia Merz che Starmer siano saliti al potere solo di recente.
In Germania, il 53% degli intervistati ritiene che l’elezione sia più significativa per il proprio Paese rispetto all’elezione di Merz, contro il 25% che ritiene più importanti le elezioni tedesche.
Nel Regno Unito, il 54 afferma che il ritorno di Trump è stato più significativo della presa del potere da parte del partito laburista di Starmer e della fine di 14 anni di governo conservatore, rispetto al 28% che ha affermato che il cambio di governo nazionale avvenuto lo scorso anno è stato più importante per la Gran Bretagna.
Gli elettori francesi hanno espresso opinioni un po’ meno dure, ma il 43% ritiene che la vittoria di Trump sia significativa, contro il 25% convinto che l’elezione di Macron abbai avuto un impatto maggiore sulla Francia.
In Canada la vittoria di Mark Carney ad aprile, frutto della promessa elettorale di opporsi a Trump, è stata considerata dal 40% più significativa del ritorno al potere di Trump. Solo una percentuale leggermente superiore – il 45% – ha affermato che la vittoria di Trump è stata più significativa per il Canada di quella di Carney.
Per gli europei Trump è forte e risoluto”
Nella sua intervista a POLITICO, Trump ha definito i leader europei “deboli”.
L’indagine rivela che gli europei condividono ampiamente l’opinione del Presidente americano secondo la quale i loro leader sono deboli, almeno nei suoi confronti. in suo confronto.
Hanno valutato Trump come più “forte e risoluto” dei loro leader, con il 74% contro il 26% in Germania; il 73%o il 27% in Francia; e il 69% contro il 31% nel Regno Unito. Il Canada è stata ancora una volta l’eccezione con il 60% che ha affermato che Carney è più forte e risoluto rispetto a Trump, e solo il 40% ha affermato il contrario.
I leader europei hanno gestito male i rapporti con Trump
Gli intervistatori hanno anche chiesto una opinione su come ritenevano che i loro leader stessero gestendo il gli sconvolgimenti geopolitici del secondo mandato di Trump.
In Francia e Germania, sono più le persone che pensano che i loro leader abbiano gestito male Trump di quante ne abbiano approvate: solo il 24% percento pensa che Merz abbia fatto un buon lavoro, mentre il 34% pensa che la sua gestione dei rapporti con Trump sia stata pessima.
In Francia solo il 16% degli intervistati ha dichiarato che Macron ha gestito bene i rapporti con la Casa Bianca, contro il 39% che lo ha ritenuto pessimo.
Il verdetto su Starmer è stato contrastante: il 29% ha ritenuto che stia gestendo bene il rapporto con Trump con la stessa percentuale di chi ha affermato che se la stava cavando male. Un giudizio deludente su un primo ministro che ha dato priorità al mantenimento di un’alleanza calorosa ed efficace con il presidente degli Stati Uniti.
Resistere alla sfida di Trump?
La ricerca ha rilevato che gli europei avrebbero preferito che i loro leader si opponessero a Trump e lo sfidassero, piuttosto che dare priorità all’andare d’accordo con lui.
Tuttavia, alla domanda su come avrebbero dovuto comportarsi i rispettivi leader nazionali, gli europei hanno espresso un parere opposto, affermando che la collaborazione era più importante della sfida al presidente.
I canadesi hanno comunque mantenuto un atteggiamento aggressivo, con una leggera preferenza per Carney nel confronto con Trump.
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