Economia e Lavoro

Turismo: esperto, guerra come Covid, albergatori allenati ai cambiamenti

Hotel reception desk. No people.

“Il quadro geopolitico implica incertezze e un’estrema volatilità dei costi di approvvigionamento. Ormai è un fatto assodato. Ma le imprese del turismo possono affrontare le variabili e dovrebbero saperlo bene visto che durante la pandemia hanno affrontato anni complessi. Se l’albergatore ha la ‘cassetta degli attrezzi’ in questo momento estrae quello giusto e vuol dire che si è allenato bene per gestire i cambiamenti”. Così Denis Siric, direttore generale della società trentina di consulenza per l’ospitalità Hotel Klinik, in relazione ai possibili cambiamenti dei flussi turistici a seguito della guerra in Medioriente. “In questo momento ci sono variazioni di prezzo per l’approvvigionamento di gas ed energia e probabilmente accadrà ancora o sta già accadendo – ha aggiunto Siric -. Vuol dire che se ricalibriamo anche i prezzi di vendita la nostra marginalità verrà comunque erosa. Da un lato, dunque, occorre un attento monitoraggio dell’evoluzione del mercato ma dall’altro sappiamo che i mercati cambiano. E quindi serve l’attrezzo giusto per intercettarli e non subire quello che oggi non si può prevedere”.

Addio arabi sul Garda ma flussi di prossimità

“L’area del lago di Garda nord l’anno scorso è stata investita da ospiti arabi. In buona parte nessuno ha capito perché, con gli operatori che si sono trovati a ‘gestire’ turisti con esigenze e culture diverse, capaci però di prenotare camere anche di livello qualitativo più alto. E’ una tipologia di ospite che probabilmente, visto l’attuale contesto geopolitico, questa estate non ci sarà più. Sono cambiamenti che le aziende del turismo subiscono ma potrebbero governare”. Denis Siric, direttore generale della società trentina di consulenza per l’ospitalità Hotel Klinik, passa sotto la lente il possibile cambiamento dei flussi a seguito della guerra in Medioriente per stimolare le imprese del turismo ad ‘allenarsi’ con gli strumenti adeguati alle fluttuazioni dei mercati. “Se gli arabi non ritorneranno quali altri ospiti invece arriveranno? – ha aggiunto -. Quelli che sono stati ‘centrati’ da azioni mirate. Molto spesso nei momenti di crisi di questo tipo, e lo abbiamo già sperimento durante il Covid, si scatena il turismo di prossimità. In questo caso, forse, molte persone smetteranno di volare a lungo raggio preferendo gli spostamenti in auto nel raggio di 500-800 chilometri. Ecco allora che si dovrebbe puntare su azioni promo-commerciali dirette per questa fascia specifica di ospite influenzando direttamente e in modo positivo l’andamento delle azienda. In questa situazione bisogna prepararsi molto bene e simulare vari scenari allenandosi come fa una squadra di calcio. Prova tutti gli schemi possibili da attuare qualora se ne presenti la necessità. Guai farsi trovare impreparati”.

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