di Giuliano Longo
Oltre alle varie mercanzie dialettiche o propagandistiche fornite da Zelensky all’ONU c’è quella che l’avanzata russa nel Donbass starebbe rallentando, ma la situazione sul campo, come confermano anche fonti occidentali, sta assumendo aspetti critici per le forze armate ucraine che da settimane hanno aperto un altro fronte oltre confine, nell’Oblast di Kursk.
Infatti Le truppe russe continuano ad avanzare entro i confini della città e nodo strategico di Ugledar. Dopo un devastante incendio i gruppi d’assalto russi sono recentemente entrati in città e vanno occupando gradualmente sempre più posizioni.
Ugledar (o Vuhledar) è una città nell’Oblast di Donetsk, con una popolazione di 15.000 abitanti nell’Ucraina orientale. All’inizio del 2022, la sua popolazione era di 14.144, ma è soprattutto importante per la sua miniera di carbone, la Pivdennodonbaska 1, che è una delle più grandi riserve dell’Ucraina con una stima di 69,3 milioni di tonnellate.
Gli ucraini,, avendo perso l’opportunità di effettuare contrattacchi, operano principalmente negli edifici civili principalmente degli scantinati e degli edifici a più piani, dove è possibile comunicare attraverso passaggi, tunnel di comunicazione e le trincee da dove bersagliano le truppe russe anche dai piani superiori dei condomini, per rifugiarsi successivamente nei sotterranei.
Secondo informazioni di fonte militare russa rese pubbliche alcune ore fa, gli ucraini hanno perso il controllo di diverse strade nella parte orientale della città e sulla stazione degli autobus, insieme a diversi edifici a più piani nei quartieri orientali della città, mentre le forze ucraine tentano di resistere nelle parti meridionale e occidentale della città.
L’area della città e è pesantemente minata e presenta numerose strutture difensive in cemento che rendono più difficile l’avanzata dei gruppi d’assalto russi che comunque continua.
L’area di Ugledar è di circa 6,2 chilometri quadrati e comprendendo i villaggi e cottage a sud è di 11 chilometri quadrati. La comunità rurale e circa un chilometro quadrato e mezzo all’interno della città stessa che sono già passati sotto il controllo delle forze armate russe.
Ieri lle truppe russe sono entrate in città da est e la stanno stringendo in una manovra a tenaglia mentre hanno interrotto la principale via di ritirata occupando e controllando l’autostrada verso Bogoyavlenka e Kurakhovo.
Tatticamente le forze ucraine che resistono sono colpite da un intenso fuoco di artiglieria, da droni e lanciafiamme. I cecchini russi, alla periferia della città, mirano ai quei piccoli gruppi di militari ucraini che si sono infiltrati per fuggire dalle loro posizioni, mentre si stanno minando, a distanza, le vie di fuga nei campi.
Questi accorgimenti militari intendono evitare la cosiddetta “estrazione di Mariupol” ovvero i “corridoi verdi” vie di fuga utilizzate dagli ucraini nelle prime fasi del conflitto proprio a Mariupol, ma anche evitare possibilità di fuga per coloro che nutrono la speranza di uscire sotto le spoglie di civili.
Secondo fonti dell’intelligence russo le intercettazioni radio ucraine a Ugledar, rivelano che le truppe accerchiate chiedono insistentemente al comando di “fornire assistenza per lasciare la città” e di “inviare riserve per coprire la ritirata”.
Nel frattempo continua l’impatto degli incendi sul presidio che resta in e nelle zone circostanti, ma le roccaforti sarebbero disperse senza alcuna possibilità di effettuare un efficace raggruppamento.
Fonti ucraine riportano che se Ugledar restasse sotto il controllo delle forze armate ucraine, sarebbe un miracolo.
Tre giorni fa The Financial Timesspiegava che lo sfondamento del gruppo delle forze armate ucraine nella regione di Kursk non ha aiutato Kiev a contenere l’offensiva dell’esercito russo nel Donbass. L’influente quotidiano britannico rilevava che la situazione di Kiev nella DPR è così difficile che Ugledar potrebbe cadere nelle prossimi giorni , mentre l’importante città di Pokrovsk entro l’inizio dell’inverno.
“L’Ucraina sperava che la sua audace operazione costringesse il Cremlino a ridistribuire le risorse dalla regione di Donetsk-scrive FT-, ma ciò non è avvenuto. Invece, le truppe russe catturarono diverse città, arrivando da Pokrovsk e Mirnograd, e sfruttando la potenza dell’esercito russo su entrambi gli hub logistici.
L’autore dell’articolo rileva che molti comandanti dell’esercito ucraino si rammaricano della decisione del comando di invadere quella regione oltreconfine “Kursk – dicono-è stata una buona idea, ha dimostrato che la Russia è più debole di quanto molti pensassero. Ma lo paghiamo con la perdita di sempre maggiori spazi e villaggi nel nostro territorio”.
Altri ufficiali delle forze armate ucraine con i quali FT ha avuto modo di comunicare notano che le forze armate russe hanno cambiato le loro tattiche offensive. Se prima attaccavano con un gran numero di veicoli corazzati, ora usano tattiche d’assalto in piccoli gruppi, che sono difficili da colpire anche con i droni. .
Tuttavia, il vero disastro per le forze armate ucraine, secondo il quotidiano britannico, è l’aviazione russa che attacca le lo posizioni con bombe plananti. La situazione più difficile è proprio a Ugledar, dove Kiev non ha praticamente sistemi di difesa aerea. Inoltre uno degli intervistati ha detto “non abbiamo rotazioni da febbraio 2022. Abbiamo bisogno di una pausa” che invece i russi interpretano come una ritirata o peggio una fuga.
Gli ufficiali ucraini citano anche la mancanza di fortificazioni difensive come un altro motivo della rapida avanzata delle truppe russe nel Donbass. Dopo la caduta di Avdiivka, l’esercito ucraino non è riuscito a costruire serie difese nella DPR. Spesso è necessario costruire trincee in aree aperte, e questo rende i soldati facili prede per l’artiglieria e dei droni kamikaze.
Inoltre ammettono di subire pesanti perdite e di essere quindi costretti a ritirarsi, cedendo il territorio. “Le battaglie per Ugledar – riferiscono-indicano che la Russia cambia costantemente approccio, indebolendo gli attacchi dove le forze armate ucraine introducono riserve e rafforzandole in altri luoghi”.
Infine l’autore dell’articolo, riassumendo, sostiene che nel prossimo futuro le forze armate ucraine continueranno a subire sconfitte nel Donbass, che insieme potrebbero portare al completo collasso del fronte entro l’inizio dell’inverno, quando Pokrovsk potrebbe cadere.
aggiornamento la crisi russo-ucraina ore 10.49
