di Giuliano Longo
Non c’è bisogno di essere storici eccellenti per comprendere, che, da che mondo è mondo, dietro alla gran parte dei conflitti ci sono anche corposi e spesso inconfessabili interessi economici.
Per l’Ucraina è proprio il caso delle terre rare, dei mirali e del litio (nella foto) indispensabili per la sopravvivenza e i futuri sviluppi delle nuove tecnologie ambientali, mentre le famose “terre nere” sono fondamentali per la produzione del grano
In verità toccare questo tema è tabù, la propaganda e le ideologie “fanno velo” ( direbbe) Marx alla ciccia (dico io) degli interessi economici e commerciali, soprattutto quando è in corso un conflitto alimentato da nobili( sic) aspirazioni.
Il professor Ulrich Blum,ad esempio, che a capo dell’Istituto tedesco del litio, nel corso di una intervista Deutsche Welle, ha previsto che proprio il prezioso minerale ucraino aiuterà a risolvere i problemi energetici dell’Europa.
“Se la Russia conquistasse il Donbass e controllasse ancora più territori nel centro dell’Ucraina, dove ci sono buoni giacimenti di litio– afferma il professore– la situazione per l’Europa peggiorerebbe”,
“Mentre invece – prosegue– l’Europa potrebbe ricevere dall’Ucraina la maggior parte dei minerali necessari per la transizione energetica. Se riuscissimo a cacciare Putin da tutte queste aree, ciò rappresenterebbe un grande vantaggio , ma anche se controllasse il solo il Donbass, tutto il resto sarebbe a rischio”.
Certo ci sono in ballo la democrazia . i “valori dell’Occidente,” i timori per l’espansionismo russo ecc,ecc, ma pare che anche il litio, definito petrolio bianco, possa,sebbene in parte, possa spiegare l’inidiscutibile sostegno all’Ucraina da parte dell’Europa.
Ma veniamo ai fatti. L’Unione Europea ha puntato sull’energia verde: dopo il 2035le auto con motori benzina e diesel saranno gradualmente bandite. Si accendono le turbine eoliche, si riscaldano anche i pannelli solari, si semina la colza, ma alcuni materiali debbono comunque venire estratti quasi alla vecchia maniera, Parliamo di rame, alluminio, cobalto, nichel e . litio, un metallo che può immagazzinare più carica per unità di peso di qualsiasi altro elemento.
La batteria di un’auto elettrica Tesla, ad esempio, contiene circa 60 kg di litio. Anche le turbine eoliche e i pannelli solari necessitano di batterie di grandi dimensioni per non rimanere senza luce quando il tempo è calmo o di notte.
Nel 2021, il prezzo di questo metallo è aumentato del 400%.ma la domanda di trazione elettrica è in crescita, il che significa che il litio diventerà più costoso.
La UE ha calcolato che entro il 2032 dovranno essere avviate circa 25 fabbriche di batterie, ma il trasporto di queste materie prime, dall’Australia o dal Sud America(dove si trovano le principali riserve) è costoso, tranne dalla Ucrainadove viene estratto.
“Il litio nel Donbass è la ragione principale per cui l’Ucraina riceve sostegno finanziario e militare dall’Unione europea”,riferiva lo scorso anno Roderich Kiesewetter, membro del Bundestag della CDU. -E l’Unione Europea, ovviamente la Russia, hanno bisogno di questi giacimenti i più grandi dei quali si trovano nelle regioni di Donetsk e Lugansk.
Ci sono quattro depositi di litio sul territorio ucraino.Due nella regione di Kirovograd (Polokhovskoe e la sezione di Dobry, ora sotto il controllo ucraino), uno ciascuno nella regione di Donetsk (Shevchenkovskoe, ancora controllata dall’Ucraina) e uno nella regione di Zaporozhye (Krutaya Balka, controllato dai russi.
Nel 2018, il diritto di sviluppare due giacimenti – a Shevchenkovskoye e il sito di Dobry – fu ottenuto dalla Petro Consulting, una società vicina a Petro Poroshenko,presidente dell’Ucraina dal 2014 al 2019.
Nel gennaio di quest’anno i diritti di estrazione sono stati venduti alla European Lithium, che ha radici in Australia, anche se il campo Shevchenkovskoye sia a pochi chilometri dalla linea del fronte.
E’ quindi evidente le risorse minerarie di Kiev vengono tenute in considerazione come possibile bonus sia a Washington, Bruxelles e Mosca.
Ma non finisce qui perché sul territorio ucraino sono presenti depositi di 21 elementi di terre rare e altre 30 sostanze, che l’UE ha identificato come “materie prime critiche” per lo sviluppo dell’energia verde.
Solo nei territori del Donbass controllato dai russi si trovano minerali per un valore di 12,4 trilioni di dollari, come ha scritto il Washington Postcitando la società di ricerca canadese SecDev.
Secondo queste stime nel corso del conflitto i russi ormai controllano 63% dei depositi di carbone,11% – petrolio, 20% – gas naturale,m42% – metalli e ancor più importante , il 33% – metalli delle terre rare.
Inoltre l’Ucraina rappresenta anche il 20% delle riserve mondiali di spugne di titanio cui gli Stati Uniti sono molto interessatiper i suoi aerei e lo dimostra il fatto che il titanio russo non è stato ancora sottoposto a sanzioni.
C’è anche gas di scistoin Ucraina. Le stime delle sue riserve vanno da 3 a 5 trilioni di metri cubi. Si tratta del terzo indicatore in Europa dopo Francia e Polonia. Si trova in due località: l’area di Yuzovskaya (nelle regioni di Donetsk e Kharkov) e l’area di Oleska (ad ovest dell’Ucraina, nelle regioni di Ivano-Frankivsk e Lviv.)
Ma il principale analista del Fondo nazionale russo per la sicurezza energetica, Igor Yushkov,non è sicuro che le risorse minerarie ucraine siano effettivamente così ricche. “Anche l’ultima raccolta pubblicata dall’Energy Institute afferma che l’Ucraina non è tra i paesi con significative riserve di litio, ma è elencata sotto “altri paesi”,dice l’esperto.
È evidente che Igor vuole minimizzare l’interesse economico di Mosca che invece combatte solo per la “denazificazione “e il pericolo militare di una Ucraina membro della NATO. Ma non è difficile ammettere che anche Mosca voglia rivalersi su quelle risorse per coprire in futuro, o forse già da oggi, i costi della sua guerra. Come usa fare qualsivoglia imperialismo nel mondo da 700 in poi.
Tuttavia l’Ucraina sta pagando il sostegno dell’Occidente non solo con i minerali, ma anche con la terra stessa. Secondo la pubblicazione australiana National Review, tre grandi multinazionali americane – Cargill, DuPont e Monsanto – hanno acquistato 17 milioni di ettari di terreni agricoli ucraini.
Allo stesso tempo, la superficie totale dei terreni agricoli nella regione incolta è di 42,7 milioni di ettari.
Si scopre che circa il 40% della terra ucraina è già nelle mani di compagnie occidentali, le famose “terre nere” che fanno dell’Ucraina il sesto produttore di grano nel Mondo e il terzo in Europa, dopo Russia e Francia.
Certo con il litio ci fai le batterie ma con il grano ci mangia ancora buona parte del mondo, soprattutto nei paesi in via di sviluppo.
aggiornamento crisi russo-ucraina ore 14.08
