di Lorenza Ferraiuolo
(LaPresse) – È arrivato all’Eurocamera accolto dalle grida di qualche eurodeputato che ha scandito il coro “Usa, Usa”. Lui ha sorriso, si è avvicinato al podio e ha iniziato il suo intervento. Il primo ministro canadese, Mark Carney, era atteso giovedì alla plenaria di Strasburgo dopo che mercoledì la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha proposto di aprire il percorso affinché il Canada diventi il primo membro associato dell’Unione, con un forte rafforzamento della cooperazione in settori come difesa, tecnologia e materie prime. L’annuncio ha provocato la reazione del presidente statunitense Donald Trump, che ha dichiarato che il progetto potrebbe costituire un “atto ostile”. Per questo, il tycoon ha minacciato di imporre “dazi molto pesanti” o interrompere gli scambi commerciali con l’Europa.
Carney dall’aula cita Goethe, parla di “affinità elettive” tra il Canada e gli Stati membri. “Abbiamo valori comuni per i quali abbiamo sempre lottato e che dobbiamo continuare a difendere restando vigili”, afferma. Soprattutto, chiarisce che l’avvicinamento a Bruxelles non nasce dalla volontà di creare un contrappeso a Washington. Questa alleanza non mira a “proporre un terzo blocco, una grande potenza rivale, solo con modi più gentili”, sottolinea. “Non cerchiamo il potere per dominare gli altri. Al contrario, perseguiamo la resilienza. Così nessuno potrà controllare i nostri mercati aperti, compromettere la nostra sovranità, minacciare la nostra integrità territoriale o scalfire le nostre libertà, le nostre democrazie e il nostro Stato di diritto”, dice il premier canadese. Carney sostiene inoltre che un’alleanza tra Canada e Ue potrebbe diventare “un faro per le altre democrazie”, aperta anche ad altri Paesi e fondata sulla libertà, la solidarietà e la prosperità. E in conferenza stampa, dopo il discorso, risponde direttamente alle minacce di Trump, affermando che un Canada più forte sarà un partner migliore anche per gli Usa.
A fare eco alle parole di Carney è il portavoce della Commissione europea, Olof Gill, che ribadisce, come già chiarito del resto dalla stessa von der Leyen, che il rafforzamento proposto del partenariato Ue-Canada “non è contro nessuno, ma a favore della nostra forza comune”. Carney ridimensiona pure l’importanza della definizione di “membro associato” dell’Ue e afferma che spetta all’Europa concordare la terminologia precisa. “Ciò che conta è la sostanza”, osserva, spiegando che il Canada “non è nella posizione, né ha l’intenzione, di diventare membro a pieno titolo dell’Unione Europea”. L’eventuale nuova formula dovrà quindi essere diversa dalla piena adesione e rispettare la sovranità canadese. Il prossimo appuntamento sarà il vertice Ue-Canada previsto a fine ottobre a Montreal, dove le due parti dovrebbero approfondire il nuovo quadro di cooperazione.
“Non posso esprimere un giudizio preciso sulle proposte presentate da von der Leyen poiché non ne conosco i dettagli, ma ovviamente sono convinta che questo sia un momento” in cui “partner seri e affidabili e in grado di aiutarci a consolidare la nostra autonomia strategica su molte questioni cruciali dovrebbero essere maggiormente coinvolti”, ha commentato la premier Giorgia Meloni. Sul Canada “facciamo l’interesse dell’Italia e dell’Europa” e non prendiamo decisioni “in base al governo americano del momento”, ha osservato il ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Non spetta agli Stati Uniti, né a chiunque altro, scegliere l’orientamento politico e geopolitico degli europei. Abbiamo un rapporto con il Canada e abbiamo pieno diritto di cercare di approfondirlo”, ha invece dichiarato il ministro francese delegato agli Affari europei, Benjamin Haddad.
