“Siamo tutti d’accordo che quanto accaduto oggi nel Consiglio europeo è inaccettabile. In futuro non siamo disposti ad accettarlo: avrà conseguenze che vanno ben oltre il singolo episodio”. Lo ha detto il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, in conferenza stampa al termine del Consiglio europeo risponendo ad una domanda sulla possibilità di passare alla maggioranza qualificata, collegato alla posizione del leader ungherese, Viktor Orban e allo stallo su alcuni dossier come il prestito per l’Ucraina. “Non è così semplice introdurre il voto a maggioranza qualificata. Esistono regole precise. Possiamo già decidere molte questioni relative al mercato unico con questo sistema, spesso nei consigli specializzati. Tuttavia, possiamo stabilire all’unanimità che in futuro alcune materie vengano decise a maggioranza qualificata. Ma Viktor Orbán non è disposto ad accettarlo, ed è questo il motivo per cui sta bloccando diverse decisioni. Questo vale anche per i processi di adesione: qui serve l’unanimità, a meno che non si decida prima diversamente. Anche in questo caso, Viktor Orbán non ha accettato finora”, ha spiegato ancora Merz. “Ho avuto l’impressione che i colleghi con più esperienza siano rimasti profondamente colpiti da quanto accaduto oggi. È un grave atto di slealtà. Come ho detto, chi è qui da più tempo non ha mai visto nulla di simile, e questo lascerà il segno”, ha aunto il cancelliere.
Ucraina, fonti: “Da Meloni parole di comprensione su Orban, ma P. Chigi smentisce”
A quanto si apprende a Bruxelles da ambienti diplomatici, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni avrebbe fatto un intervento dai toni comprensivi nei confronti del premier ungherese Viktor Orban per la sua posizione sull’Ucraina nel corso dei lavori al Consiglio europeo. Secondo quanto riporta Politico, citando cinque diplomatici a conoscenza delle discussioni riservate, nessuno italiano, Meloni avrebbe detto ai suoi omologhi di comprendere le ragioni per cui il leader ungherese è tornato sui suoi passi in merito al prestito da 90 miliardi di euro a Kiev. Sebbene Meloni abbia sottolineato durante l’incontro di sostenere personalmente l’erogazione immediata del prestito all’Ucraina, ha affermato di comprendere la posizione di Orbán, che affronterà le elezioni il mese prossimo. Stando a quanto riferito da uno dei cinque diplomatici, Meloni avrebbe fermato che la posizione di Orbán era “normale” perché “le cose cambiano” e che “se fossi nella stessa situazione la capirei”. Il governo italiano, precisa Politico, ha smentito tale affermazione. “La frase attribuita al presidente del Consiglio è totalmente infondata”, ha dichiarato un funzionario di Palazzo Chigi.
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