Esteri

Ue: ok Eurocamera a scudo democrazia e centro anti-ingerenze, diviso centrodestra

Il Parlamento europeo ha approvato con 420 voti a favore, 220 contrari e 26 astenuti, una relazione sulle conclusioni della Commissione speciale sullo scudo europeo per la democrazia (Euds), con raccomandazioni concrete su come l’Ue possa difendere le proprie istituzioni democratiche rafforzando gli strumenti di cui già dispone.

Nel testo si chiede di rafforzare la resilienza democratica dell’Ue contro ingerenze straniere, disinformazione e minacce ibride, indicando la Russia come principale minaccia, e la creazione di un Centro Ue per la resilienza democratica. Nel dettaglio, il centrodestra italiano si divide sul voto con la delegazione di Forza Italia che si esprime a favore. Dello stesso avviso anche il Pd, i Verdi e Azione. Contrari e compatti in questo senso invece Lega e Fratelli d’Italia, oltre a Roberto Vannacci di Futuro Nazionale e il Movimento Cinque stelle. Si astiene invece Sinistra Italiana.

I deputati sostengono la creazione di un Centro Ue per la resilienza democratica, indipendente e dotato di mandato e risorse propri. Nella relazione vengono evidenziati i frequenti attacchi ibridi della Russia contro infrastrutture critiche, tra cui attacchi informatici, sabotaggi fisici, incendi dolosi, attività di spionaggio e disturbi del segnale, nonché attività analoghe provenienti da Bielorussia, Cina, Iran e Corea del Nord. I deputati chiedono di ampliare le sanzioni nei confronti di coloro che facilitano la disinformazione e di quanti contribuiscono a eludere le sanzioni esistenti. Poiché tali attacchi si verificano in gran parte nella sfera digitale, i deputati chiedono un’applicazione rigorosa delle norme digitali esistenti (come le leggi sui servizi digitali e sull’intelligenza artificiale), anziché introdurre una nuova legislazione.

I deputati esortano l’UE a ridurre la propria dipendenza da tecnologie controllate da soggetti stranieri nei settori sensibili, in particolare dalle imprese tecnologiche statunitensi e dall’hardware cinese, anche attraverso una strategia equilibrata di ‘acquisto europeo’ per gli investimenti nelle infrastrutture critiche, nonché la diversificazione optando per partner commerciali più affidabili per l’approvvigionamento di materie prime critiche. Per salvaguardare l’integrità delle elezioni dalle nuove minacce e prevenire il finanziamento per interposta persona e le ingerenze, i deputati propongono di classificare le infrastrutture elettorali come infrastrutture critiche.

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