UniCredit va al contrattacco. In una presa di posizione dai toni forti, l’istituto guidato da Andrea Orcel si scaglia contro le recenti dichiarazioni della ceo di Commerzbank, Bettina Orlopp, fatte proprie dal consiglio di fabbrica dell’istituto tedesco – oggetto delle mire di piazza Gae Aulenti – che aveva affermato di valutare una denuncia contro UniCredit per sospetta manipolazione del mercato e presunta informazione fuorviante contro ignoti. “UniCredit ha sempre operato, e continuerà a operare, nel pieno rispetto delle normative e con totale trasparenza”, sottolinea l’istituto in merito all’offerta di acquisizione presentata, definendo “infondate le affermazioni relative a presunte attività di prestito titoli su azioni da parte di UniCredit” e rigirando le accuse, sostenendo che “la confusione e la conseguente narrazione fuorviante hanno avuto origine dalle dichiarazioni di Commerzbank, volte a distogliere l’attenzione dai fondamentali dell’offerta”.
Accuse respinte a sua volta dalla ceo di Commerzbank, Bettina Orlopp: “Non abbiamo fatto nulla di fuorviante. Abbiamo semplicemente presentato i fatti e continueremo a farlo”, ha dichiarato al Frankfurt Euro Finance Summit. Orlopp non ha inoltre nascosto la sua irritazione per l’annuncio di Unicredit sulla possibilità della sostituzione dei vertici di Commerzbank, definendo “non ideale” annunciare “che un’istituzione di rilevanza sistemica intenda sostituire il proprio management per attuare una strategia autonoma”. Orlopp ha inoltre ricordato come, a suo avviso, Unicredit starebbe ignorando un accordo tra Commerzbank e il governo tedesco, secondo maggiore azionista della banca con una quota di circa il 13%. “Finché il governo tedesco detiene azioni, ha il diritto di nominare due rappresentanti degli azionisti”, ha sottolineato.
Ma UniCredit tira dritto, annunciando di aver segnalato tali questioni alla BaFin – l’autorità di regolazione degli istituti finanziari tedeschi – “per le opportune verifiche”. Le partecipazioni e gli interessi azionari, secondo l’istituto guidato da Orcel, “sono stati comunicati in modo chiaro e accurato”. Di conseguenza, UniCredit “riafferma piena conformità e trasparenza nell’offerta su Commerzbank”, aggiungendo come sia “motivo di rammarico” che Commerzbank “eviti di confrontarsi nel merito di un’operazione che presenta significative opportunità di creazione di valore e di benefici di lungo periodo per gli azionisti, gli stakeholder, l’economia tedesca ed europea”.
Intanto, a poche ore dalla fine del periodo di accettazione dell’offerta, in scadenza alla mezzanotte del 16 giugno, UniCredit sottolinea come “la partecipazione diretta detenuta, unitamente alle adesioni valide raccolte nell’ambito dell’offerta pubblica di scambio” (intorno al 12%), superi già ampiamente “la soglia del 30% indicata come obiettivo dell’operazione”. Elemento che “qualora UniCredit ottenesse un adeguato sostegno assembleare in sede di Assemblea dei soci” porterebbe l’istituto a essere nella posizione di nominare “tutti i rappresentanti degli azionisti nel Consiglio di Sorveglianza, il quale a sua volta sarebbe competente per la nomina del Consiglio di Gestione”.
Una considerazione che oltre a sottolineare l’esito positivo dell’offerta, permette di ribadire a UniCredit che “qualsiasi affermazione secondo cui per tali interventi di governance sarebbe necessaria una soglia più elevata non è corretta”, dato che “una maggioranza qualificata del 75% assembleare è richiesta esclusivamente per operazioni di fusione o altre riorganizzazioni societarie straordinarie”, scenario non attuale secondo Gae Aulenti “in quanto UniCredit ha più volte ribadito in modo chiaro e inequivocabile di non avere intenzione di procedere” nella direzione di simili operazioni.
