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Venezia83: Barbera, è stata Mostra di qualità, film italiani di valore

“Nessun premio ai film italiani? È un riflesso che non tiene conto della qualità della proposta del festival e dei valori dei film italiani. Mi sembrava la selezione più forte degli ultimi anni: lo confermo. Non può essere il verdetto della giuria l’unico criterio di valutazione. Rimando al mittente una lettura disfattista e ingiusta verso i nostri autori”. Così Albero Barbera, direttore artistico della Mostra del cinema di Venezia, nel corso di un’intervista a Repubblica. “A Cannes si dice: troppi francesi. A Venezia: troppi italiani. Se ce ne sono meno, non c’è volontà di sostenere il nostro cinema. Considerazioni di una superficialità imbarazzante, da critici che dovrebbero avere uno sguardo complessivo sui valori in campo”, prosegue. Sulle parole di Francesco Casetti, in giuria, che ha raccontato di aver dovuto spiegare i titoli italiani, Barbera afferma: “Credo si riferisse al film di De Angelis, che era piaciuto e affonda le radici nel teatro e nel cinema di Eduardo con uno sguardo contemporaneo. La giuria lo ha sottovalutato, o non lo ha capito del tutto. Ma chiedere a Johnnie To di capire De Filippo mi sembra troppo. Buttafuoco ha detto che Vanessa Scalera è un gradino sopra Anna Magnani? Affermazione un po’ radicale.

Ma sono rimasto a bocca aperta per la sua interpretazione. Se sia meglio di Magnani, lo diranno i film che farà. Se c’è sintonia con Buttafuoco? Pressoché totale. Nessuna interferenza. Rispetto la sua integrità e capacità di assumere posizioni che lo mettono in conflitto con chi lo ha nominato”. May El-Toukhy, la regista di ‘Woman Unknown’, si è portata a casa due premi. Per Barbera “deve crollare il pregiudizio nei confronti delle registe. Ma solo una selezione di qualità può garantire loro di competere alla pari con gli uomini. La qualità aiuta a prevalere, non il genere”. Nessun Leone, invece, per ‘Naza’. “Va bene così. Ha avuto l’enorme visibilità che meritava – commenta Barbera – Un Leone d’oro non avrebbe aggiunto niente se non alzato il livello delle polemiche. Il Premio speciale della giuria ne ha sottolineato l’importanza senza esacerbare gli animi. Le parole di Salvini? Se la motivazione è il massacro del 7 ottobre, siamo stati i primi a riconoscerlo: due anni fa abbiamo presentato un film israeliano dedicato a quello (‘Of dogs and men’ di Dani Rosenberg, ndr). Ma questo non può cancellare ciò che è successo a Gaza, un crimine contro l’umanità”. Ma di quale rinnovamento ha bisogno il cinema italiano? Di una riflessione comune sulla propria identità.

Abbiamo giovani registi di talento, sostenuti anche da giovani produttori. Ma operiamo in un mercato globale: il successo internazionale è altrettanto importante, se non di più, di quello nazionale. Bisogna innovare temi, situazioni e linguaggi”, risponde Barbera, secondo cui in vista della prossima edizione bisognerà cambiare “i costi eccessivi e l’Excelsior, luogo di ospitalità inospitale. C’è chi rinuncia a venire. Venezia costa più di Cannes. Non si può considerare la Mostra una mucca da mungere: a forza di mungerla, la mucca muore”.

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