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Viterbo: sequestrata a Tuscania da ex marito e cognato, salvata in Croazia

I Carabinieri davanti alla villa in cui un rapinatore Ë rimasto ucciso, colpito dal padrone di casa con un coltello, a Lonate Pozzolo (Varese), 14 gennaio 2026. ANSA/Simona Carnaghi

Si è conclusa con il salvataggio della vittima e l’arresto dei presunti sequestratori un’operazione investigativa coordinata dalla Procura di Viterbo e condotta dai Carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Tuscania. L’intervento ha consentito di rintracciare e liberare una donna di 46 anni, di origine macedone e residente da tempo a Tuscania, vittima di un sequestro di persona avvenuto nella notte del 21 giugno scorso, nonché di individuare e arrestare in Croazia il marito e il fratello di quest’ultimo. Secondo quanto emerso dalle indagini, intorno alle ore 2.40 del 21 giugno scorso l’ex marito della donna, già denunciato tre giorni prima per maltrattamenti in famiglia e minacce di morte, si sarebbe introdotto con la forza nell’abitazione della vittima, nel centro storico di Tuscania, dopo aver sfondato il portone d’ingresso. Alcuni residenti della zona, allarmati dai rumori e dalle grida provenienti dall’appartamento, hanno contattato il 112 riferendo di aver visto due uomini caricare in una station wagon una persona avvolta in un lenzuolo, per poi allontanarsi velocemente dal luogo. Con il coordinamento della Procura di Viterbo, i Carabinieri hanno avviato le indagini; le attività hanno compreso la localizzazione in tempo reale delle utenze telefoniche nella disponibilità della vittima e degli indagati, intercettazioni d’urgenza, verifiche sui transiti autostradali, accertamenti finanziari e la diffusione delle ricerche a tutte le Forze di Polizia nazionali e internazionali. Nonostante i sequestratori si fossero rapidamente disfatti dei dispositivi elettronici utilizzati, rendendo più difficoltosa la loro individuazione, è stato possibile individuare il veicolo con targa estera impiegato, intestato ad un fratello dell’ex marito della vittima, giunto appositamente dalla Germania per partecipare al rapimento. Ritenendo plausibile che i responsabili stessero tentando di raggiungere la Macedonia del Nord, Paese di origine degli stessi, la Procura e i Carabinieri hanno immediatamente attivato, tramite il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, i canali di cooperazione internazionale e il sistema di allerta Schengen. La collaborazione della polizia croata ha consentito il rintraccio del veicolo in un valico di frontiera. All’interno dell’auto sono stati identificati l’ex marito della donna, il fratello di quest’ultimo, la vittima e uno dei figli minori della coppia. Durante i controlli la donna, che presentava evidenti lesioni al volto e alle braccia, ha confermato agli agenti di essere stata aggredita e costretta ad allontanarsi contro la propria volontà. La vittima è stata quindi posta in sicurezza e affidata a una struttura protetta insieme al minore. La Procura di Viterbo ha richiesto e ottenuto dal gip l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti degli indagati per il reato di sequestro di persona aggravato in concorso e, nei confronti dell’ex marito, anche per il reato di maltrattamenti in famiglia. Contestualmente è stato emesso un Mandato di Arresto Europeo, eseguito dalle Autorità di polizia croate. Le indagini proseguono per individuare eventuali ulteriori soggetti coinvolti e per completare la ricostruzione dei fatti. Oggi uno dei due indagati è stato trasferito in Italia a seguito dell’autorizzazione alla consegna da parte dell’Autorità Giudiziaria croata e sarà portato nel carcere di Viterbo, in attesa del completamento della procedura di trasferimento anche dell’altro indagato, anch’egli sottoposto alla custodia in carcere.

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