Cronaca

Vittima del dovere, addio al Finanziere che ha vinto la sua battaglia per la giustizia

di Massimo Maria Amorosini (*)

 

 

Dopo oltre dieci anni di ricorsi e la vittoria definitiva in Cassazione, è morto l’ex maresciallo della Guardia di Finanza. Bonanni (ONA): «Ha servito lo Stato con onore, pagando con la salute il prezzo del dovere. Continueremo a essere accanto alla sua famiglia».

 

È morto Claudio Apicella, ex maresciallo della Guardia di Finanza e vittima del dovere, colpito da una grave patologia asbesto-correlata causata dall’esposizione professionale all’amianto durante il servizio.

Per oltre trent’anni Apicella ha servito lo Stato nel contingente navale della Guardia di Finanza. Proprio a bordo delle unità navali sulle quali aveva svolto le proprie mansioni era stato esposto alle fibre di amianto, senza adeguati strumenti di protezione. Un’esposizione prolungata che, a distanza di anni, ha determinato l’insorgenza della malattia.

Accanto alla battaglia contro la patologia, Claudio Apicella ha affrontato per oltre un decennio un lungo percorso giudiziario, assistito dall’Avvocato Ezio Bonanni e dall’Osservatorio Nazionale Amianto, per ottenere il riconoscimento dei propri diritti.

La vittoria in Cassazione e il riconoscimento come vittima del dovere

La Corte Suprema di Cassazione, Sezione Lavoro, con ordinanza n. 10268/2026, ha respinto integralmente il ricorso proposto dal Ministero dell’Interno e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

La Suprema Corte ha così confermato la decisione della Corte d’Appello di Firenze e il riconoscimento di Claudio Apicella quale vittima del dovere, con il conseguente diritto ai benefici previsti dalla legge.

Nel corso del giudizio era stato accertato il nesso causale tra il servizio svolto sulle unità navali della Guardia di Finanza, l’esposizione all’amianto e la patologia contratta. La Cassazione ha ritenuto inammissibili o infondati tutti i motivi sollevati dalle amministrazioni, rendendo definitiva una vittoria di grande rilievo non soltanto per Apicella e per la sua famiglia, ma anche per gli appartenenti alle Forze Armate e ai Corpi dello Stato esposti a sostanze cancerogene durante il servizio.

Il ricordo dell’avvocato Ezio Bonanni

«Ci sono assistiti che, con il tempo, diventano compagni di viaggio. Claudio è stato uno di loro. In questi anni abbiamo condiviso speranze, delusioni e importanti conquiste, fino alla recente vittoria davanti al Consiglio di Stato. Avrei voluto stringergli la mano quando tutta questa vicenda fosse stata definitivamente conclusa. Non è stato possibile. Ma il suo coraggio, la sua dignità e il suo amore per la giustizia continueranno a guidare il nostro impegno. Alla moglie, alla figlia e ai suoi cari va l’abbraccio sincero di tutta la famiglia dell’Osservatorio Nazionale Amianto».

Con queste parole l’Avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, ricorda Claudio Apicella, che fino all’ultimo ha lottato con la stessa determinazione con cui aveva servito lo Stato indossando la divisa.

La sua scomparsa lascia un profondo vuoto non soltanto nella moglie, nella figlia e nei suoi familiari, ma anche in quanti hanno condiviso con lui il lungo cammino per l’accertamento della verità e il riconoscimento della giustizia.

Una battaglia per tutte le vittime dell’amianto

Quella di Claudio Apicella non è stata soltanto una battaglia personale. Il riconoscimento dello status di vittima del dovere e la vittoria ottenuta davanti alla Corte di Cassazione rappresentano un precedente significativo per tutti i militari e gli appartenenti ai Corpi dello Stato che hanno contratto patologie legate all’esposizione all’amianto e ad altri agenti cancerogeni durante lo svolgimento delle proprie funzioni.

Il suo percorso testimonia le difficoltà che ancora oggi le vittime e le loro famiglie devono affrontare per ottenere il riconoscimento di diritti previsti dalla legge.

«Non ha mai combattuto soltanto per sé stesso», conclude Bonanni. «Dietro ogni sua vittoria c’era la speranza che nessun altro dovesse affrontare lo stesso percorso di solitudine, sofferenza e attesa. È questo il lascito più importante che ci consegna e che continueremo ad onorare, restando accanto alla sua famiglia e proseguendo, con ancora maggiore determinazione, la battaglia per la tutela di tutte le vittime dell’amianto».

Prosegue l’impegno dell’Osservatorio Vittime del Dovere APS e dell’ONA, Osservatorio Nazionale Amianto APS, con tutto lo staff legale di cui fa parte l’Avv. Veronica Scigliano, l’Avv. Lidiana Belfiore, l’Avv. Giorgia Cicconi, la Sig.ra Francesca Piredda e la Dott.ssa Federica Pacca.

Per poter accedere al servizio gratuito è sufficiente domandare la consulenza con email a: osservatorioamianto@gmail.com oppure scrivere attraverso il sito ONA, ovvero chiamando il numero verde 800 034 294.

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