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112 città brasiliane scendono in piazza contro il Presidente Bolsonaro

Proteste contro il governo del presidente Jair Bolsonaro sono in programma domani in almeno 112 città del Brasile. È la prima volta che organizzazioni sindacali e movimenti sociali hanno convocato manifestazioni di piazza di questa portata dall’inizio della pandemia di Covid-19.
Secondo gli organizzatori delle iniziative, è in corso una crisi politica e sanitaria che impone di agire con urgenza.
Rappresentanti dei medici hanno però messo in guardia dal rischio che le dimostrazioni possano compromettere la lotta contro il nuovo coronavirus, che in Brasile ha già provocato 450mila morti.
In un’intervista con il portale d’informazione Uol, l’ex candidato presidente Guilherme Boulos, a capo del Movimento dos Trabalhadores Sem Teto (Mtst), ha detto che nessuno vorrebbe scendere in strada ora.
“La situazione non ci lascia alternativa” ha però aggiunto il dirigente: “Bolsonaro non ci ha dato alternative”. Gli organizzatori delle proteste di domani hanno chiesto ai partecipanti di utilizzare mascherine protettive e gel igienizzante oltre che di rispettare le misure di distanziamento.
Sin dall’inizio della pandemia, il presidente ha minimizzato i rischi derivanti dal contagio e, come evidenziato da una commissione d’inchiesta parlamentare, ha sottovalutato l’importanza delle forniture e dell’acquisto dei vaccini.
Bolsonaro si è inoltre sempre opposto alle misure di distanziamento sociale proposte dai governatori.
Ieri il presidente ha anche fatto ricorso presso la Corte suprema federale contro le restrizioni imposte in chiave anti-Covid dai governatori di Rio Grande do Norte, Pernambuco e Paranà.

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