Esteri

Polonia e Ungheria sono passate da amiche a nemiche

di Giuliano Longo

Ungheresi e polacchi si considerano tradizionalmente fratelli, ma questo rapporto si sta sgretolando perché le capitali si stanno muovendo in direzioni politiche molto diverse.

 

Amici con la destra della Polonia nemici dell’europeista Tusk

 

Quando Viktor Orbán visitò Cracovia, la seconda città più grande della Polonia, nel 2016, il primo ministro ungherese condiva inneggiò alla natura speciale dell’amicizia polacco-ungherese.

Meno di otto anni dopo, in un discorso tenuto quest’anno al campo estivo di Tusványos in Transilvania, Romania, Orban (nella foto) adottò un tono molto diverso: “i polacchi hanno la politica più moralista e ipocrita di tutta Europa” disse aggiungendo che “non aveva mai visto una politica di tale ipocrisia in Europa negli ultimi 10 anni”.

Varsavia rispose sarcasticamente “Perché Orbán non forma un’unione con Putin e con alcuni stati autoritari di questo tipo? Se non vuoi essere membro di un club, puoi sempre ritirarti“,affermò  il vice ministro degli Esteri polacco Władysław Teofil Bartoszewski, definendo il tono di Orbán non solo anti-UE e anti-ucraino, ma anche anti-polacco.

Sebbene il partito Fidesz di Orbán e l’ex partito nazionalista allora al potere Diritto e Giustizia (PiS) di Jarosław Kaczyński avessero un’amicizia speciale, la guerra in Ucraina li ha allontanati. Poi, quando Donald Tusk ha guidato la sua coalizione centrista alla vittoria nelle elezioni parlamentari dell’anno scorso, la faida è peggiorata.

Orbán passa da Tusk a Kaczyński

Entrambi i loro partiti appartenevano al Partito Popolare Europeo al Parlamento Europeo, entrambi rappresentavano l’opposizione anticomunista alla fine degli anni ’80.

Ma negli ultimi anni Tusk si era qualificato come europeista convinto, mentre Orban era in continua contrapposizione con le istituzioni europee. Così il partito Piattaforma civica di Tusk perse potere a favore del PiS di Kaczyński nel 2015 — e le visioni del mondo di Fidesz e PiS erano molto più vicine, anche se PiS apparteneva ai conservatori e riformisti europei di destra e Orban al Ppe europeo..

Una volta al potere, Kaczyński si è sforzato di emulare Orbán, arrivando persino a dire che avrebbe trasformato Varsavia in Budapest. Il PiS ha seguito il modello ungherese, cercando di mettere i media e i tribunali sotto s controllo politico, sebbene il partito polacco abbia incontrato più opposizione di Orbán.

Ciò rese sia Varsavia che Budapest oggetto delle preoccupazioni dell’UE circa un arretramento in materia di democrazia, rafforzando la loro alleanza per resistere alle pressioni di Bruxelles.

Ma c’erano anche delle differenze. Kaczyński è sempre stato un ideologo, il che lo ha reso inflessibile nei suoi rapporti con Bruxelles, mentre Orbán era un realista che sapeva quando cedere, pur assicurandosi di mantenere uno stretto controllo sull’Ungheria.

Il pragmatismo di Orbán si manifestò nel 2017, quando sostenne la rielezione di Tusk a capo del Consiglio europeo, nonostante il governo guidato dal PiS a Varsavia si fosse opposto.

Il rapporto tra Budapest e Varsavia è stato a lungo avvolto da ricordi confusi (e spesso imprecisi) di passata cooperazione, sebbene in realtà la maggior parte dei polacchi e degli ungheresi sappiano molto poco l’uno dell’altro, a parte una canzoncina comune: “Polacco e ungherese: due fratelli, sia per la sciabola che per il bicchiere”.

Ma quando Fidesz e PiS hanno rafforzato i legami, la relazione ha assunto una connotazione decisamente politica.

L’Ucraina divide gli ex fratelli

Ci è voluta l’invasione dell’Ucraina per incrinare le relazioni tra Budapest e Varsavia. Mentre la stragrande maggioranza dei polacchi si è schierata f con l’Ucraina, compresi sia il PiS sia la Piattaforma civica di Tusk, il Fidesz ha preso una direzione opposta.

Orbán abbandonate le sue prime radici anti-russe e divenne il più stretto alleato del Cremlino nell’UE, mentre la Polonia divenne il migliore amico dell’Ucraina nell’Unione, ospitando milioni di rifugiati, inviando armi, munizioni, carri armati, artiglieria e aerei da combattimento..

Nel 2022, Tusk nel corso della campagna elettorale in Ungheria parteggiò apertamente per l’opposizione a Orban  p esortando gli ungheresi a “votare contro il governo più filo-Putin in Europa”. Nonostante questi sforzi, Orbán vinse un’altra volta le elezioni con una valanga di voti.

Ora, invece di essere due fratelli dall’alzata di gomito facile con un passato da combattenti contro la Russia, polacchi e ungheresi si trovavano su fronti opposti nella guerra in Ucraina.

Tusk torna a essere l’incubo di Orbán

Nonostante Varsavia e Budapest siano lontane, PiS e Fidesz mantengono alcuni legami.L’anno scorso, il PiS ha chiesto aiuto ai consiglieri ungheresi per la sua campagna elettorale.

Ma quell’aiuto non è riuscito a spostare l’ago per il PiS oggi fuori dal potere, il che lo rende un partner meno cruciale per Fidesz, che deve ancora affrontare la pressione di Bruxelles.

La vittoria di Tusk ha ulteriormente inasprito i legami. Tusk si è presentato come l’anti-Orbán mentre cerca di riportare la Polonia nel mainstream dell’UE e annullare i cambiamenti apportati dal PiS ai media e ai tribunali.

Tusk sta anche cercando di presentarsi come l’opposto di Orbán: qualcuno che ripristinerà la democrazia una volta per tutte ed è capace di portare a casa i fondi dell’UE, a differenza dei populisti euroscettici.

Così le relazioni bilaterali sono a un “minimo storico” chiudendo una fase di amicizia che doveva essere storica nel centro Europa.

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