Roma Capitale

Acos: pubblicati i risultati dell’Indagine Conoscitiva sull’offerta culturale di Roma Capitale, rivolta agli operatori della cul

Consapevolezza delle proprie potenzialità, capacità di scambio e di messa a reddito del proprio patrimonio. Roma Capitale della cultura nel mondo, dobbiamo crederci. Cosa ci manca?

Questa è una delle tante voci raccolte nell’ambito dell’Indagine sull’offerta culturale di Roma Capitale, svolta dall’ACoS tra aprile e maggio 2021 e rivolta specificamente agli operatori della cultura: associazioni, federazioni, fondazioni, enti pubblici ma soprattutto privati, ordini professionali, accademie, istituti, scuole, gestori di spazi e così via, una compagine variegata di circa 80 realtà che operano sul territorio e hanno espresso la propria opinione sullo status quo della domanda e dell’offerta di cultura a Roma, anche alla luce dei cambiamenti che il settore ha visto realizzarsi a causa dell’impatto della pandemia.

Tra le principali evidenze emerse, risulta che coloro che lavorano con e per la cultura nella Capitale, nei più diversi settori, non si sentono sufficientemente considerati e tutelati dalle istituzioni che, al contrario, dovrebbero sostenerli e valorizzarli.

Raccogliendo le aspettative e le proposte dei professionisti della cultura romana per migliorare la qualità dell’offerta destinata ai cittadini-utenti, spicca la richiesta di maggiori opportunità, che si traducono in più possibilità di collaborazioni con l’Amministrazione, più bandi di concorso, più disponibilità di spazi e, ragionevolmente, maggiore sostegno economico.

Anche il sistema di comunicazione – dall’Amministrazione centrale ai Municipi e, di conseguenza, da questi verso gli operatori – è ritenuto carente, risolvendosi, in ultima istanza, a sfavore del fruitore finale.

L’offerta culturale capitolina, estremamente ricca e variegata, ha sempre riscosso il giudizio positivo degli utenti nell’ambito delle indagini ACoS sulla qualità percepita; ma è anche un’offerta frastagliata, che concede spazio a una gestione condivisa da parte delle diverse realtà – Roma Capitale, lo Stato, il Vaticano – che operano sul territorio ma che tra loro non cooperano quasi mai e questo, invece che esaltare l’eccellenza dei servizi culturali cittadini, finisce con il limitarne le potenzialità.

“Una ulteriore prova di vitalità dell’Agenzia e del ruolo insostituibile che svolge nell’interesse dei cittadini e dell’Amministrazione Capitolina”. Così il Presidente ACoS, Carlo Sgandurra.

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