Regioni

Al Consiglio regionale del Lazio la seduta della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province Autonome. Presente il ministro Boccia

Il Consiglio regionale del Lazio ha ospitato oggi la seduta plenaria della Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome, alla quale ha partecipato anche il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, intervenuto nella prima parte dei lavori. La riunione è stata aperta dai saluti istituzionali del presidente del Consiglio regionale del Lazio, Mauro Buschini e dal coordinatore della Conferenza, Roberto Ciambetti del Veneto. 

Nel suo intervento, Mauro Buschini ha rivolto un invito a tutti i suoi colleghi delle altre Regioni a “continuare a essere motori importanti di iniziative e decisioni per battere questo virus, perché in questo particolare periodo storico che stiamo attraversando il ruolo dei Consigli regionali ha assunto un’importanza centrale nella vita dei nostri concittadini, ai quali le istituzioni devono dare risposte. 

In questo contesto – ha aggiunto Buschini – la Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni rappresenta il luogo naturale del coordinamento e del confronto, grazie al quale molte decisioni che ogni singolo consigliere regionale ha messo in atto hanno avuto ancora più forza e autorevolezza, proprio perché frutto della condivisione. Molti provvedimenti legislativi e di indirizzo che la nostra Assemblea ha adottato – ha detto Buschini – sono frutto di spunti di riflessione e documenti che provenivano dalla Conferenza”. 

“La pandemia ci ha tolto molto – ha detto il presidente del Consiglio regionale del Lazio – ma abbiamo imparato che dobbiamo marciare uniti, se vogliamo sconfiggerla. E adesso che, grazie ai vaccini, siamo arrivati alla fine della salita più ripida, dobbiamo continuare spediti sulla strada della cooperazione e della solidarietà, internazionale ma anche interregionale”. 

Il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, nel suo intervento ha sottolineato il ruolo importante che le istituzioni regionali hanno svolto durante questo periodo di emergenza, perché “hanno garantito una presenza capillare dello Stato sul territorio”. 

Boccia ha aggiunto che “il modello del regionalismo italiano ha tenuto molto più di quello degli Stati centralisti ma va rafforzato, superando le divisioni tra statalisti e autonomisti, per affermare la peculiarità del nostro sistema costituzionale all’interno di un percorso che più volte il presidente della Repubblica ha definito di ‘leale collaborazione’. Per questo motivo – ha spiegato Boccia – dobbiamo intervenire per abbattere il contenzioso istituzionale tra Stato e Regioni”. 

A tal proposito, il Ministro ha anticipato alcuni dati contenuti in una relazione che sarà presto portata all’attenzione del Consiglio dei ministri, dai quali emerge che il 13,7 per cento delle leggi regionali sono state impugnate dal Governo e che circa il 48 per cento degli impegni assunti dalle Regioni a cambiare le norme per evitare l’impugnativa non è stato rispettato. Boccia ha anche fatto riferimento alle richieste sbagliate dei ministeri, che spesso hanno impugnato a torto leggi regionali. “E’ necessario uno sforzo da parte di tutti – ha detto il Ministro – per lavorare a una conciliazione preventiva, un dialogo tra istituzioni per evitare di arrivare alle pronunce della Corte Costituzionale, e in tal senso stiamo lavorando a una direttiva del Governo che faciliti la conciliazione preventiva”. 

Boccia, infine, ha anche fatto riferimento al Recovery Plan, che deve “coinvolgere anche le Regioni e le rispettive assemblee legislative, per arrivare a un piano che non sia espressione solo del Governo ma di tutto il Paese”. Parole condivise dal coordinatore della Conferenza, Roberto Ciambetti, presidente del Consiglio regionale del Veneto, il quale ha sottolineato il “grande lavoro dei parlamenti regionali sul Recovery Plan, un lavoro di sintesi per recepire le istanze dei territori, per comprendere e per capire cosa può essere ottimale per rimettere in moto l’economia, anche perché – ha aggiunto Ciambetti – quando verrà meno il divieto di licenziare avremo conseguenze sociali molto pesanti”. 

Anche sul contenzioso istituzionale, il presidente Ciambetti ha condiviso l’impostazione del Ministro, auspicando una maggiore attenzione da parte del Governo e dei ministeri nell’analisi delle leggi regionali. Durante la seconda parte della riunione, dedicata a temi più specifici dell’assemblea plenaria, i presidenti hanno approvato l’ordine del giorno presentato dal vice presidente del Consiglio regionale del Lazio, Devid Porrello, che impegna i Consigli regionali “ad attivare ogni possibile e utile iniziativa nei confronti della Giunta regionale per richiedere al ministerodella Giustizia, di concerto con il ministero dell’Economia e delle Finanze, sentita la Conferenza unificata, l’adozione del decreto attuativo previsto dall’art.1, comma 323, della legge numero 178/2020, entro il termine stabilito” per l’istituzione di un apposito fondo (da 1,5 milioni di euro) per finanziare la predisposizione di case famiglia protette dove consentire a donne incinte o madri di prole di età non superiore a 6 anni, di scontare la pena degli arresti domiciliari”. 

Inoltre, i Consigli regionali dovranno “richiedere alla Conferenza delle Regioni – recita il secondo punto dell’ordine del giorno – di avvalersi in sede di Conferenza unificata del supporto e dell’esperienza diretta dei Garanti dei detenuti per la definizione dei criteri e delle modalità di ripartizione delle risorse stanziate tra le Regioni interessate a sostenere l’accoglienza delle donne con i loro bambini”.

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