Politica

Armi all’Ucraina, Salvini: “Non chiederemo il voto in Parlamento”. Letta: “La maggioranza saprà trovare l’unità”

“Noi chiederemo che l’Italia sia protagonista insieme all’Europa, alla Francia e alla Germania, di un processo di pace. In questo momento penso che mandare altre armi significhi allungare la guerra e quindi lavoreremo perchè l’Italia, come è sempre stata, sia ponte”. Lo ha detto il segretario della Lega Matteo Salvini, intervistato dal Tg3, rispondendo alla domanda se la Lega chiederà un voto contro l’invio di armi all’Ucraina, in occasione delle comunicazioni di Draghi in Parlamento il 21 e 22 giugno.
“La pace adesso è un’urgenza e un’emergenza. Da subito anche la Lega ha approvato tutti gli aiuti all’Ucraina aggredita, economici, umanitari e militari, ma dopo 4 mesi di guerra e 50mila morti l’arma più forte è la diplomazia”. Ottimista Letta: “La maggioranza saprà trovare l’unità per il dibattito del 21 giugno in Parlamento sull’Ucraina, Enrico Letta ne è convinto e aggiunge: “Non credo che nessuno voglia assumersi la responsabilità di rotture che sarebbero negative. ”  Parlando a Barletta a margine di un evento elettorale il leader Pd ha detto: “Io sono convinto che il 21 arriveremo in Parlamento con una maggioranza che si ricompatterà su un testo che condivideremo col governo. Credo che tutti abbiamo la stessa ambizione di un’Italia che sia – insieme a tutta Europa – determinante per obbligare la Russia a fermarsi e far si che si riesca ad arrivare alla pace”.

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