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Arriva in Piemonte la prima gigafactory per la produzione di batterie e auto elettriche

Arriva in Piemonte la prima gigafactory per la produzione di batterie e auto elettriche, grazie alla collaborazione del gruppo Stellantis nato dalla fusione tra i gruppi Psa e Fiat Chrysler Automobiles, nonchè uno dei maggiori produttori mondiali di automobili, e l’azienda di carrozzerie Pininfarina: la prima fornirà le linee produttive automatizzate mentre la seconda si occuperà della strutturazione.

Questo enorme polo di produzione prende il nome di Italvolt che con un gigaplant finanziato da 4Mld di euro sarà la dodicesima più grande fabbrica di batterie al mondo, con 4 mila dipendenti diretti6 mila posti di lavoro indiretti e una superficie di 300.000 metri quadrati, in grado di generare inizialmente 45 GWh, con l’obbiettivo di raggiungere la capacità massima stimata di 70 GWh.

Lars Carlstrom, fondatore dell’azienda, ha puntato sull’Italia considerandolo come un: “Paese riconosciuto a livello globale per la sua capacità di eccellere nel campo dell’innovazione della ricerca tecnologica e per il ruolo di leadership che l’Italia storicamente ricopre all’interno dell’industria automotive a livello globale”.

“Italvolt vuole dare una risposta importante alla storica opportunità dell’industrializzazione green – afferma Carlstrom – che sta interessando in modo trasversale tutti i settori produttivi, con un impatto socio-economico che rappresenterà una svolta per l’economia globale”.

L’arrivo di Italvolt non solo costituisce un’importante segnale di appetibilità per il paese, ma rappresenta altresì uno sviluppo concreto delle nuove strategie “green” attese dal nuovo governo Draghi. La scelta del founder e CEO britannico potrebbe essere stata spinta inoltre dalla promessa d’impegno, da parte del nuovo presidente del Consiglio dei Ministri, di utilizzare in modo efficace i fondi provenienti dal Recovery Plan. Un progetto che si andrà ad inserire inoltre nella strategia della Battery Alliancevolta a ridurre la dipendenza europea rispetto all’industria di batterie della Cina, a fronte di una richiesta pari a 565 GWh.

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