Esteri

Attacchi informatici, alta tensione tra Washington e Pechino. Biden: “La Cina protegge gli hacker”. Reazioni durissime anche da Nato e Ue

(Red) Gli attacchi informatici, sferrati contro gli Usa e in particolare verso la posta elettronica di Microsoft, “non sembrano” portati avanti dal governo di Pechino, a differenza di quanto avviene da parte di quello di Mosca. Le indagini sono tuttavia ancora in corso. Queste le parole del Presidente americano nel corso di un punto stampa. Poi però Biden ha aggiunto: “La Cina protegge gli hacker, specificando che comunicherà informazioni più dettagliate. In sintonia con gli Usa anche la Nato: “Gli attacchi informatici minano la sicurezza, la fiducia e la stabilità nel cyberspazio. Prendiamo atto delle dichiarazioni fatte da Alleati, come Canada, Stati Uniti e Regno Unito, che assegnano la responsabilità per la compromissione dei server Microsoft Exchange alla Repubblica Popolare Cinese. In linea con il recente comunicato del vertice di Bruxelles, invitiamo tutti gli Stati, compresa la Cina, a rispettare i propri obblighi e impegni internazionali e ad agire in modo responsabile all’interno del sistema internazionale, anche nel settore informatico. Riaffermiamo inoltre la nostra disponibilità a continuare un dialogo costruttivo con la Cina, basato sui nostri interessi, su questioni importanti per l’Alleanza, come le minacce informatiche e su sfide comuni”, aggiunge la nota. In campo anche l’Unione Europea: “La Cina non permetta più“che il suo territorio venga utilizzato per attività informatiche maligne. Esse hanno colpito in maniera significativa la nostra economia, sicurezza, democrazia e società. L’Ue e i suoi Stati membri ritengono che queste attività siano state condotte dal territorio cinese”. Parole durissime quelle dell’alto rappresentante per la politica estera dell’ Unione europea, Josep Borrell. “Lo “sfruttamento del server di Microsoft Exchange – aggiunge – “ha minato la sicurezza e l’integrità di migliaia di computer e reti in tutto il mondo, inclusi l’Ue, i suoi Stati e le istituzioni comunitarie. Ha consentito l’accesso di un numero significativo di hacker, che hanno continuato a sfruttare la falla fino ad oggi. Questo comportamento dannoso e irresponsabile – sottolinea il diplomatico di Bruxelles – ha avuto come risultato rischi per la sicurezza e significative perdite economiche per le nostre istituzioni e le nostre imprese, con significativi effetti di contagio per la sicurezza, l’economia e la società”.

“Abbiamo anche rilevato – evidenzia – attività informatiche maligne con effetti significativi che hanno colpito istituzioni governative e organizzazioni politiche nell’Ue e nei suoi Stati membri, come pure industrie europee fondamentali”.

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