Politica

Impegno Civico, dal 1994 la prima disfatta di questa sigla nella politica italiana

di Fabio Desideri

 

Cresce l’astensione degli italiani alle urne, oltre circa il 36% dei 51 milioni di aventi diritto al voto ha rinunciato ad esercitarlo. FdI primo partito, Lega e F.I. in calo rispetto alla precedenti elezioni ma fondamentali per una maggioranza di CDX. Sconfitto il CSX, il PD in grave difficoltà verso un nuovo congresso, con Letta che non si ricandiderà segretario. Il terzo polo si avvicina all’8% ma non sfonda e dovrà affrontare forti contraddizioni tra Calenda, Renzi e gli ex forzisti. Di Maio – e tutti coloro che lo hanno seguito- sono fuori dal parlamento. Il movimento 5 Stelle pur affermandosi nel Sud Italia, registra una forte perdita di consensi rispetto alle scorse elezioni. Mentre si avvicinano le regionali di primavera.

Mai dal 1994 ad oggi donne ed uomini che hanno dedicato alla politica parte del loro tempo, nei tanti territori italiani, sotto la definizione di “Impegno Civico (nella foto il logo di Di Maio e Tabacci) , hanno subito una disfatta come quella che Giggino Di Maio, da Pomigliano, ha subito in questa tornata elettorale. 

Avevamo provato a far capire, in tutti i modi, all’ex ministro, ed ormai ex deputato, che il suo progetto di Impegno Civico oltre che sottrarre – a tanti cittadini italiani – ingiustamente una parte della propria storia di vita, non poteva trovare accoglimento, nei vari territori, proprio perché strutturato su un equivoco di fondo mai chiarito e mai affrontato dal politico di Pomigliano.

Ormai la parabola dell’ex leader del movimento 5 Stelle, che dal balcone di palazzo Chigi dichiarava  – a destra ed a manca – di aver sconfitto la povertà italiana, forse è arrivata ad una svolta, la quale – almeno nel breve – lo vedrà lontano dai comodi scranni della Camera dei Deputati, probabilmente affaccendato in altri impegni.

Il Centro-Destra, a trazione Fratelli d’Italia, dovrà ora dimostrare di avere coesione, collaborazione, capacità di gestione, cognizione e strategia di governo e relazioni internazionali stabili tali da consentire all’Italia di restare al centro dell’Europa, e nella leadership mondiale, come è stato – in particolare – con il governo guidato da Mario Draghi.

Il PD si avvia verso un congresso che sarà inevitabilmente di “rifondazione”, il quale dovrà individuare una nuova leadership capace di recuperare i voti di sinistra che ieri sono transitati nel M5S di Conte, anche grazie alle facili promesse che “l’avvocato del popolo” ha fatto, in tutto il sud Italia, le quali – difficilmente – saranno trasformabili, nell’asfittica finanziaria italiana, in realtà concreta e tangibile per tanti concittadini.

Renzi, Calenda, la Gelmini, la Boschi etc. dovranno dialogare molto tra di loro, per capire se andare avanti insieme ed eventualmente come, oppure se ognuno dovrà tornare alle proprie iniziali realtà di appartenenza.

E Di Maio…? Qui la risposta è molto più difficile. Di certo c’è che almeno non dovremo fare i ricorsi per gli ulteriori gradi di giudizio. Il problema – credo anche considerando quello che dicevamo – lo hanno risolto, come sempre, gli Italiani.

Ora ci attendono in primavera le elezioni regionali, nel Lazio credo anche un pochino prima, a seguito dell’elezione del presidente uscente, Zingaretti, alla Camera dei Deputati, nelle liste del PD.

Nella nostra regione nelle prossime settimane ci sarà un confronto elettorale vero, che vedrà da una parte tutto il centro sinistra, guidato dall’attuale Sindaco di Roma, dall’altra il centro-destra che – dopo alcuni mesi al governo nazionale – dovrà avere la capacità di dimostrarsi inclusivo ed aperto alla società civile, altrimenti nel Lazio non sarà facile.

Nelle altre regioni, che andranno al voto, la voglia del centro-sinistra di rivincita farà ritrovare, nell’attuale opposizione parlamentare, ragioni comuni e motivazioni dello “stare insieme”al fine di far ricpartire dai territori la “rincorsa” per tornare a Palazzo Chigi. 

Farà bene il centro-destra a non dare tutto per scontato dopo aver vinto queste elezioni.

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