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Mesotelioma Pleurico: chirurgia e chemioterapia ad alta temperatura

 Il Mesotelioma pleuricoè un tumore raro causato esclusivamente ad esposizione all’amianto. Solo in rari casi, può essere legato ad esposizioni a radiazioni. L’ONA – osservatorio nazionale amianto – nel 2020, ha ricevuto segnalazione per circa 2000 casi di mesotelioma. Quella dell’esposizione alle fibre di asbesto, che spesso si verifica anche per i materiali di cemento amianto è un tema sul tappeto per le attività e la mobilitazione dell’ONA. Infatti il mesotelioma è solo la punta dell’iceberg rispetto a tutte le malattie asbesto correlate, che hanno provocato nel 2020, circa 7000 decessi solo in Italia, ciò anche in concomitanza del Covid-19.

Circa il 93% dei casi di Mesotelioma sono della Pleura. Così il 5% sono tumori Peritoneali, poi ci sono gli altri. L’1% di Mesotelioma pericardico e Mesotelioma della tunica vaginale del testicolo. Il Mesotelioma pleurico è un tumore amianto molto aggressivo. Soltanto il 5/7% dei pazienti sopravvive 5 anni. Ci sono difficoltà nella diagnosi. Molte volte la Tac del torace, la PET o la Toracoscopia permettono la diagnosi. Necessaria la Biopsia e l’esame immuno istochimico. I sintomi sono chiari, dolore toracico, debolezza e versamento pleurico.

Mesotelioma pleurico e attività del dipartimento ONA per la cura.

L’ONA ha intuito il dipartimento di terapia e cura del Mesotelioma, con il quale sono stati ottenuti significativi risultati. Il ruolo chiave nel dipartimento è stato assunto dal Prof. Marcello Migliore, ordinario di chirurgia toracica presso l’Università di Catania. Già dal 2018, il Prof. Marcello Migliore collabora con l’ONA e con l’Avv. Ezio Bonanni che ne è presidente. A Catania, il Prof. Marcello Migliore ha contribuito ad arginare la strage dei mesoteliomi. Molti dei pazienti, che io ho conosciuto direttamente, sono ancora in vita. Questo è un risultato importante e fondamentale. Tant’è vero che già 10 anni fa, nel 2012, lo stesso Prof. Migliore ha operato 20 pazienti. Tuttavia, stranamente, nel 2019, l’Azienda ha bloccato questo tipo di trattamento. Quindi dal 2019 ai pazienti del sud Italia, malati di mesotelioma, è stata esclusa questa possibilità. Ovvero di avere un professionista di eccellenza, così che si sono determinati dei pregiudizi.

Il trattamento di Chirurgia e chemioterapia ipertermica 

Il Prof. Marcello Migliore, come spiegato nella trasmissione televisiva ONA NEWS: Mesotelioma, amianto e malattie del lavoro, ha ottenuto significativi risultati nel trattamento del Mesotelioma Pleurico, che deve essere necessariamente multimodale. L’ONA ha istituito questo dipartimento per la terapia e cura del Mesotelioma. La consulenza online gratis dello sportello amianto ONA è molto importante. Il Prof. Marcello Migliore attualmente opera in Inghilterra presso l’University Hospital di Cardiff, nel Galles.

La chirurgia e chemioterapia ipertermica intratoracica (H3)

Il trattamento sperimentale combinato di chirurgia e chemioterapia ipertermica intratoracica (HITHOC, Hyperthermic intrathoracic chemotherapy) è stato eseguito in Italia proprio dal Prof. Marcello Migliore. Quest’ultimo venne poi sostenuto dall’ONA Sicilia. Ricordiamo l’impegno dell’On.le Pippo Gianni del CTS ONA, parlamentare nazionale, regionale ed ora sindaco di Priolo Gargallo. L’ONA ha denunciato la scarsa attenzione del governo nazionale per il sud Italia. Tant’è vero che più volte il presidente dell’associazione (Avv. Ezio Bonanni) ha rivolto l’appello al ministro della salute On.le Speranza, ma senza successo. Prof. Marcello Migliore non è stato messo nelle condizioni di proseguir il suo eccellente lavoro in Sicilia ed opera ora in Inghilterra.

Resezione toracica della pleura e infusione del farmaco ad alta temperatura 

La tecnica operatoria del Prof. Marcello Migliore risulta articolata la resezione chirurgica della pleura (pleurectomia e decorticazione) e successivamente hanno infuso nella cavità toracica del paziente il farmaco chemioterapico ad alta temperatura (41°C). Questa procedura è stata ora adottata anche dal Policlinico Gemelli.

Perché è importante questa tecnica di terapia? 

La combinazione di chirurgia e chemioterapia intra-operatoria (HITHOC) rappresenta, come già evidenziato dall’Osservatorio Nazionale Amianto, uno strumento importante. Si tratta come chiarito dal Prof. Marcello Migliore di una terapia sicura ed efficace. Infatti, la chemioterapia ad alte temperature è efficace e penetra le strutture e i farmaci entrano in circolo solo in minima parte. In questo modo si ottiene l’efficacia dell’alta temperatura e della localizzazione. Si evitano i rovinosi effetti collaterali.

Come si esegue l’intervento chirurgico? 

Questo trattamento consiste nel rimuovere la massa tumorale visibile (pleurectomia e decorticazione). Successivamente si immettono i farmaci chemioterapici nella cavità toracica per ‘immergere’ tutti gli organi ‘toccati’ dal tumore, nell’intento di eliminare tutte le cellule tumorali residue. Quindi si riempie il torace del paziente con la soluzione fisiologica (salina), riscaldandola lentamente, e raggiunge quindi i 41°. In questo modo, spiega il Prof. Marcello Migliore, le cellule del tumore si indeboliscono e si evita di danneggiare le cellule sane ed è a quel punto che si somministra il farmaco chemioterapico.

Quali farmaci si utilizzano per la chemioterapia intrapleurica?

Solitamente si utilizza il cisplatinoeventualmente con doxorubicina, con dose più elevata, proprio perché non incide oltre che pochi millimetri nella cavità toracica, per 45-90 minuti. Poi si drena e i liquidi vengono rimossi.

La chirurgia toracica e chemioterapia ipertermica 

Questa metodologia è utilizzata anche nel mesotelioma del peritoneo. Ora, dopo che il Prof. Marcello Migliore è stato messo nell’impossibilità di operare, questa tecnica è stata adottata anche dal Policlinico Gemelli di Roma. Questi interventi sono preferibili, perché sono conservativi, e per di più controllano la malattia tant’è vero che l’indice della sopravvivenza è molto più elevato. Lo spiega il Prof. Marcello Migliore nel corso della già citata trasmissione televisiva.

Le richieste dell’ONA al ministro della salute

È fondamentale che il sud non sia discriminato. Infatti non si comprende per quale motivo ora questo trattamento è effettuato a Roma, che è l’ultima sede dal punto di vista geografico. A sud di Roma non è possibile effettuare questo trattamento! Per tali motivi è fondamentale la mobilitazione dell’osservatore nazionale amianto. Se il sud piange anche il nord non è che sia troppo meglio. Infatti con l’emergenza covid-19, vi è stato un ritardo nei trattamenti. In più, il virus ha picchiato duro per coloro che erano ammalati di mesotelioma, e che se contagiati sono purtroppo deceduti. Una vera e propria strage nella strage. Quindi si chiede al governo di potenziare anche le strutture del nord, che sono comunque insufficienti per far fronte a questa emergenza.

Risarcimento danni e mesotelioma pleurico

L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto e lo stesso Osservatorio Vittime Del Doveresono in prima linea per la tutela delle vittime. Innanzitutto, la prevenzione primaria che consiste nell’evitare l’esposizione all’amianto. Poi in chi purtroppo è stato esposto, è fondamentale la prevenzione secondaria ovvero la diagnosi precoce. Poi i migliori trattamenti, e quindi risolvere il problema creato nel sud Italia. Tagli indiscriminati nella sanità pubblica spesso a favore dei privati sono stati ulteriormente deleteri per il sud Italia. Così per quanto riguarda il Mesotelioma pleurico per cui è necessario ripristinare il centro d’eccellenza di Catania. Ma soprattutto è necessario avere un’idea di nazione che non lasci indietro nessun territorio e men che meno le vittime. Il caso dell’amianto è emblematico. Forte mobilitazione in Sicilia organizzato da Calogero Vicario, Lorenzo Motta e tanti altri in Sicilia. Soprattutto impegno dei sindaci come l’On.le Pippo Gianni che guida i comuni e i sindaci aderenti all’ONA. 

Ezio Bonanni

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