Roma Capitale

Raggi (M5S): “Non bisogna aspettare l’Expo 2030 per agire su Tor Vergata” e l’Assessore alla Mobilità Patanè annuncia l’arrivo della metro in quel quadrante

 

“L’auspicio della Commissione Expo2030 è che le istanze del territorio siano ascoltate e prese in considerazione sin da subito, senza ulteriori attese legate a Expo2030”. Così la presidente M5S della commissione capitolina Expo2030, Virginia Raggi, agli esiti della seduta congiunta con la commissione Mobilità sui progetti per il quadrante di Tor Vergata. In questi mesi di lavoro, spiega Raggi “la commissione Expo2030 ha dialogato costantemente con i vari stakeholder del quadrante di Tor Vergata per comprendere al meglio quali siano le reali esigenze della comunità locale. Parliamo di un territorio che necessita di una profonda e adeguata opera di rigenerazione urbana che riguardi scuole, teatri, centri sportivi, luoghi di aggregazione e infrastrutture di vario genere!. Una riqualificazione socio-culturale che, sottolinea Raggi “al netto delle opere di mobilità legate al buon esito della designazione, va concepita e attuata a prescindere dalla candidatura all’evento, nell’ottica del pieno rilancio di un quadrante che versa in condizioni certamente problematiche”. “Fermo restando che il nostro supporto al lavoro dell’amministrazione nel favorire il buon esito della candidatura di Roma Capitale continuerà, ovviamente, a essere massimo”, conclude Raggi. Poi, sempre sul quadrante di Tor Vergata, interviene l’assessore alla Mobilità di Roma Capitale Patanè e parla di metro: Se Roma, ad ottobre 2023, sarà scelta come sede di Expo 2030, nel quadrante di Tor Vergata arriverà la metropolitana. “Con Expo cambiano le previsioni di carico, giustificando la costruzione di una vera linea metropolitana – ha spiegato Patané -. Non pensiamo, però, a un prolungamento della linea A da anagnina a Tor Vergata, ma uno sfioccamento della limea C da Torre Angela alle Vele”. Il prolungamento della linea A, ha sottolineato l’assessore “implica problemi di tempo e di stato della linea che è molto vecchia: i soldi che serviranno per il rinnovamento delle linee A e B sono oltre 1 miliardo”. “Se non dovessimo vincere l’Expo – ha spiegato Patané – quella è un’area deserta e portare la metro sarebbe insostenibile. Il vestito di mobilità che si adatta a quell’area è il tram come da Pums: le due tranvie da Torre Angela e da Giardinetti. Se vinciamo Expo si farebbe il tratto di tranvia che va da Anagnina a Tor Vergata, mentre il tratto Torre Angela-Tor Vergata sarebbe coperto dallo sfioccamento della metro C. Dobbiamo fare anche un ragionamento sulla densificazione di quell’area – ha aggiunto – in cui già si prevede, dopo Expo, oltre all’espansione di Tor Vergata, dell’abitativo”.
Secondo i calcoli dell’Agenzia della Mobilità di Roma Capitale quella di Tor Vergata è una zona che può caricare fino a 5500 passeggeri/ora, “non solo per densità urbanistica – ha precisato Patané – ma per gli attrattori di traffico afferenti all’area: Policlinico di Tor vergata, utenti e lavoratori, poi studenti e personale dell’Università. A regime, nei sei mesi di Expo, avremmo un aumento di questo carico fino a 265mila visitatori/giorno”.

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