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Regione Umbria, approvato il progetto di riconversione della Centrale Enel di Gualdo Cattaneo

Un progetto innovativo (denominato “PRIMA”)che vede lariconversione della ex Centrale ENEL a carbone di Gualdo Cattaneo in un Polo regionale per la produzione di idrogeno. Alla riunione con gli amministratori del territorio hanno partecipato i vertici della Società “SB Gualdo Giano Futura Srl”, di cui fanno parte alcune importanti aziende interessate a svolgere un ruolo attivo per promuovere e realizzare un Piano di riconversione e valorizzazione del Sito della Ex Centrale ENEL.
All’ordine del giorno l’impegno della Regione a sostenere il Progetto PRIMA (acronimo di “Polo Regionale dell’Idrogeno e della Mobilità Alternativa”) per il suo inserimento all’interno del “PNRR-Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza” che il Governo ha in corso di elaborazione per accedere alle risorse europee previste dal NEXT GENERATION EU.    Il Progetto ha lo scopo di coniugare gli obiettivi energetici con quelli di tutela ambientale, sviluppo economico e sociale, utilizzando fonti energetiche rinnovabili. In tale contesto, l’infrastruttura della ex Centrale Enel “P. Vannucci” esistente a Gualdo Cattaneo (Bastardo), e la adiacente rete di gas naturale SNAM in alta pressione, costituiscono una opportunità per la realizzazione del Polo regionale dell’idrogeno verde prodotto dall’elettrolisi dell’acqua.

Il progetto PRIMA riguarda un’area di18 ettari di cui 5  destinati alla produzione di idrogeno, 9 ettari dell’ex carbonile saranno destinati all’impianto fotovoltaico, 4 ettari alle infrastrutture per supportare funzionamento del Polo.
Gli lementi innovativi del progetto riguardano la produzione di “idrogeno verde”, ossia idrogeno a partire da acqua distillata/demineralizzata con la presenza nel polo di laboratori dedicati alla ricerca (h2 Lab), che si dedicheranno ad attività di ricerca, attività formative, trasferimento tecnologico, spin off, attività di divulgazione
L’idrogeno verde “pulito” è identificato come il vettore energetico più compatibile con l’obiettivo di neutralità climatica che l’UE vuole raggiungere entro il 2050. La scelta di scommettere sull’idrogeno prodotto tramite idrolisi è basata su motivi ambientali ma anche economici, visto che il calo dei costi degli elettrolizzatori (-60% negli ultimi 10 anni) sta gradualmente rendendo l’idrogeno verde sempre più competitivo con quello grigio (prodotto da combustibili fossili).
In Italia, il Ministero dello Sviluppo Economico ha recentemente pubblicato le “Linee Guida preliminari della Strategia Nazionale Idrogeno” su cui si è da poco conclusa la consultazione pubblica. Nella strategia nazionale adottata dal MISE vengono individuati i modelli di produzione e di trasporto necessari per soddisfare una domanda di idrogeno di circa il 2% entro il 2030.

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